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Tomo XI.
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Sapone

ciò assai distinto ; ma, inconcepibilmen-te, avviene altrimenti quando quest' olioè mesciuto coll' olio di oliva ; ne rimanesempre una porzione fluida, all’ incircaproporzionale alla quantità d’olio di colzaaggiunto. E' bene riflettere che quest’istes-so olio si congela facilmente, e che collasoda forma un sapone bastantemente so-lido.

Lo stesso Putet osservò che, un mi-scuglio dei due oli di papavero e di col-za non si addensa col nitrato acido dimercurio, mentre I’ ultimo, come dicem-mo, acquista la consistenza del burro.E' senza dubbio difficile trovar spiegazio-ne d'un simile risultalo ; ma siccomeesso è costante, serve benissimo a di-mostrarne la frode.

Putet pretende che conuu tal metodosi possa conoscere un decimo d’ olio disemi unito a nove decimi d’ olio d’uliva.Ma non si ha alcun metodo per valutarele quantità relative di questi miscugli ; sipotrebbe ottenerlo per approssimazione,il che richiede una lunga abitudine, quan-do non si volessero fare dei miscugli indiverse proporzioni, e giudicare da quelloche maggiormente si accosta all’ olio dicui si tratta.

Finora, non si diede una spiegazionesoddisfacente degli effetti prodotti dal ni-trato di mercurio sui differenti oli, il chesi deve tanto più desiderar di ottenere,che si perverrebbe allora a scoprire la ca-gione di questi fenomeni, a dedurne unmetodo di assaggio piu rigoroso. Niunoha più premura del sig. Putet di perfe-zionar quest’opera, e alni spetta più chead ogni altro consecrarsi a un tal genered’investigazioni. In aspettazione che lenostre speranze si verifichino, noi ricor-deremo in poche parole ove lo spiritoumano trovasi attualmente rispetto aquesto.

E’ bene evidente, almeno per tutt’ i

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chimici, che il reagente del sig. Putet,eseguito col metodo da lui proposto, de-v’essere un miscuglio di proto e di deu-tonitratodi mercurio; che deve contene-re inoltre un eccesso di acido nitrico , edi più anche una certa quantità d’acidonitroso, serbato in dissoluzione dall’ ec-cesso di acido. Or chi ci dice, tra questiquattro corpi, quai sieno quelli che con-corrano all’efletto prodotto, e quali sie-no le combinazioni risultanti da questareazione ? Questo è quanto converrebbeesaminare diligentemente, e già il sig.Pelletier sparse qualche lume sopra l’unadi queste questioni ; ma noi non pensia-mo per altro che egli l’abbia 'interamen-te risolta. In fatti, quest’ abile chimico,dopo avere conosciuto che la dissolu-zione del sig. Putet era essenzialmenteformata dei due nitrati di mercurio so-praindicati, institui sperimenti separata-mente con ciascuno dei due, e riconobbeche il deutonitrato non aveva alcun uf-fizio nella reazione di cui si tratta, ed al-tre sperienze ancora l’hanno portato aconchiudere ohe il protonitrato è il soloeh’ esercita qualch’ influenza ; ma sic-’come il prolonitrato è pochissimo solubi-le a freddo, fu d’uopo, per ottenere uneffetto sensibile, farne una dissoluzionenell’acqua bollente, e aggiungerlo caldoall’olio ; anche a tal modo operando,non si ottenne una concrezione tanto so-lida come quella ottenuta colla soluzionemista. Il sig. Putet adottò l’opinione delsig. Pelletier, e attribuì tal differenza al-la minor quantità di sale contenuto nelladissoluzione del protonitrato puro. Puòdarsi che sia così la faccenda; tuttaviaconviene osservare che questa minorquantità dovrebbe venir compensata dal-la maggior energia con cui deve agire ilprotonitrato a tal modo isolatosi da tuttoquello che potevane impastoiar la rea-zione. Tuttavolta, all’oggetto di ottenere