igG Sapore
una dissoluzione più concentrata di pro-tonitrato, il sig. Pelletier, invece d’ a-cqua, si è servito d’acido nitrico debole,e siccome questa nuova soluzione com-portossi all’incirca allo stesso modo comeil reagente del Sig. Putet, ne conchiuseche questo reagente non reagisce che aproporzione del protonitrato contenuto-vi ; ma chiederò io : Una tal conclusione èessa bastantemente esatta? Noi non sia-mo di questo parere ; e per appoggia-re il nostro dubbio, noi ci fonderemomassimamente sopra una curiosa osser-vazione del medesimo sig. Putet ; « Se« mesconsi, egli dice, una parte del mio» nitrato acido di mercurio con un altra» parte di acido nitrico, il miscuglio a-» cquista, tutto a un tratto, un leggero» color verdastro, e accade un leggerov sviluppo di gas nitroso. Questa com-» binazione di surnitrato esercita una» tale azione sopra Polio d’oliva, che« questo si consolida iu meno di due» ore, anziché in capo a sette od otto» ore che sono necessarie col reagente» ordinario, ec. ». Fin qui il sig. Putet.
Ma, noi dimandiamo, da che derivaquest’accrescimento d’energia ? dal pro-tonitrato nò certamente, il cui rapportonon potè che diminuire in questa circo-stanza. Qual mutazione adunque soprav-venne in questa dissoluzione, se non èquella dello sviluppo d’una nuova quan-tità d’acido nitroso? e non par proprioche a quest’ acido nitroso converrebbeattribuire la congelazione dell’ olio d’oli-va? Noi siamo tanto più autorizzati acrederlo, quanto che fummo oculari te-stimoni di sperienze eseguite dal sig. Fe-lice Boudet, e non ancor pubblicate, chesono interamente favorevoli a queste no-stre opinioni.
Se fosse vero che questo fenomeno diconcrezione fosse dipendente dall’ acidonitroso, si comprende che la questione]
Sapore
verrebbe singolarmente sempliGeata, e ripotrebbe sperare di veder anche sempli-ficato il metodo di assaggio.
Quando Rousseau scoprì che l’olio d’o-liva non conduceva l’elettricità, e che erail solo tra gli oli fornito di tale proprie-tà, si è creduto di poter misurare esatta-mente le proporzioni degli oli stranieriuniti a quello d’ oliva ; ma la sperienzadimostrò non esservi alcun rapporto traqueste proporzioni e le deviazioni del-l’ago calamitato. Il diagometro sarà dun-que un curioso islromento, ma inutile atal proposito.
L’influenza che i corpi grassi esercita-vano sulle qualità del sapone non dipen-de soltanto dal rapporto che esiste trala stearina e l’oleina di cui sono compo-sti, ma anche dalla specie di aroma cheappartiene a ciascuno d’essi, dalla mate-ria colorante, e da una specie di muci-laggine o di gelatina che contengono lamaggior parte.
Abbiamo già detto che 1’ olio d’olivacontiene più stearina degli altri, e l’oliodi mandorle dolci sarebbe ugualmentebuono, se il suo prezzo ne permettessel’uso ; ma quest’ olio di uliva varia se-condo i luoghi e il grado di maturità delfruito, l’alterazione che prova quando leolive sono inverminite, la maggiore o mi-nore fermentazione cui restano esposte,ec., ec., in guisa che non basta averacquistato cognizioni bastanti rispetto al-la natura dell’olio, è inoltre necessariopoter conoscere questi diversi caratteri.Come dicemmo, gli oli d’una prima spre-mitura convengono meno per !.> fabbri-cazione del sapone, massime perchè ot-tiensi un minor risultato. Inoltre, essisono anche più cari perchè più ricercati.Tuttavia, nella più parte dei paesi ovecoltivasi l’ulivo, mettesi assai poca im-portanza a ottenere degli oli fini, e soli-damente non si spreme il frutto che dopo