Sapone
fallica, 8 la fiamma circolasse tolto all'in-torno, accadrebbe che, mancando 1’ umi-dità, il sapone 91 riscalderebbe a segnodi decomporsi.
Gli inconvenienti di queste caldaie so-no che occorre molto combustibile a ri-scaldarle ; inoltre, per quanto sia benecostruito il muro, il liquido lo penetra ,il che non riesce dannoso finché sono inattività; ma se si tralascia il lavoro, I’ a-ria vi penetra, l’alcali rendesi carbonato,le molecole saline tendono a cristallizza-re, e ciò fa che il cemento si sfogli e imattoni si distacchino. Dimostrò 1’ espe-rienza che quando queste caldaie riman-gono fuori di uso, si trovano distrutte.
Degli stampi.
Ouesti sono dei bacini quadralidi unagrande superficie e di poca profondità;hanno solitamente da 5 a 5 metri di lun-ghezza, e 6 decimetri di profondità; inessi versasi il sapone quando è cotto, overaffreddasi. Gli stampi pel sapone marez-zato sono costruiti di pietra. Si fanno al-cune divisioni trasversali con tavole ; al-cune aperture si praticano di distanza indistanza inferiormente, per lasciar colarle liscive, le quali scorrono in grondaieesterne, e raccolgonsi in serbatoi parti-colari.
Gli stampi pel sapone bianco hannosoltanto il fondo di mattoni, e le paretidi tavola. Siccome non cola alcuna por-zione di lisciva da questo sapone, bastaspargere sul fondo un poco di calce spen-ta e stacciata la quale non aderisce nèalla pietra nè al sapone; basta soffiarvisopra per togliernela quando è freddo.
Il livello superiore degli stampi dev’es-ser più basso di quello della superficiedelle caldaie, affinchè la pasta ancor li-quida posstj facilmente colare lungo una
Sapone a 11
grondaia di legno , che ponesi sull'orlodella caldaia medesima.
Le stanze ove si pongono gli stampidehbono essere disposte in guisa che sipossa ottenere in inverno una buona tem-peratura, e in estate un aria fresca; poi-ché v’ ha un inconveniente a lasciar lapasta raffreddarsi troppo presto o troppolentamente, massime pei saponi marez-zati. Il sapone, completamente raffredda-to, si lascia in quiete io giorni e talvol-ta 20 è più, secondo la temperatura do-minante. Tutta la massa del sapone ma-rezzato sta a galla della lisciva che occu-pa il fondo. Quando vuoisi togliere ilsapone, si lascia colar la lisciva, poi sitracciano delle linee sopra di esso che in-dicano i tagli da farsi nel sapone per ri-durlo prima in grossi paralellogrammi, iquali vengono poi suddivisi in pezzi mi-nori, dell’ ordinaria grandezza.
Nelle grandi saponerie, v’ ha una terzasorta di apparati, che sono le cisterne ,dette pile, per conservarvi gli oli. Piùche 1’ olio soggiorna nei serbatoi, piùesso depurasi dalle sostanze straniere insospensione. Siccome estraggonsi questioli con trombe ehe non giungono al fon-do, 1’ olio è puro, e la qualità del sapo-ne riesce migliore.
I sedimenti delle pile si depurano se-paratamente Si fabbrica con questi se-dimenti un buon sapone, ma di aspettomen bello. Questi residui contengonoordinariamente una maggior quantità distearina precipitatasi, per cui puossi ag-giungervi, più che negl’ altri, P olio disemi.
Io non terminerò quest’ interessantis-simo articolo senza pagare un giusto tri-buto di riconoscenza al sig. Callet figlio,antico ed abile fabbricator di sapone,per le utili cognizioni eh’ egli ebbe lagsnlilezza di parteciparmi.