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Tomo XI.
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222 SARDELLA

La farina del saraceno è bianca ; quelliche vi sono avvezzi ne trovano il saporegrato : non può servire a farne pane man-cando di glutine ; ma cotto in forma dipoltiglia o di torta è assai nutritivo. Icavalli, le pecore ed i buoi l'amano mol-to. Il fogliame verde o secco non piacea’ bestiami, i quali però lo mangiano.Yauquelin riconobbe che questi steli di-seccati contengono da 20 a 3o per 100di potassa. Le api sono ghiotte dei fioridi questa pianta ; allora il mele riesce co-lorato, ma di piacevol sapore. In alcuniluoghi si ha cura di piantare il grano sa-raceno appunto all’ oggetto che le api vitrovino un copioso alimento.

(Fr.)

‘SARACINESCA. Sorta di toppa,serrarne.

* Saracinesca. Serratura di legnameo simile che si fa calare da alto in bassoper impedire il passaggio alle acque, aglianimali o simili.

* SARCHIA, SARCHIAME. V. sar-te, SARTIAME.

* SARCHIARE. Ripulir dall’erba sal-vatiche, tagliandole col sarchio.

* SARCHIELLO, SARCHIO. Pic-cola marra per uso di sarchiare.

* SARDELLA, SARDINA. Le sar-delle, come le arringhe, nuotano in truppeassai fitte; amano molto la luce, quindii pescatori pongono a profitto questa loroinclinazione e presentano loro questa esca.Accendono delle fiaccole nelle loro bar-chette in tempo di notte ; le sardelle ac-corrono in frotta e precipitansi nellereti. In Brettagna la pesca suol comin-ciare nel mese di luglio, e finisce, al piùtardi, nei primi giorni d’ ottobre. Quan-to alla maniera di pescare questo pesceè la medesima che per le arringhe (V.questa parola).

La maniera di salare le sardelle è di-versa da quella che usasi per le arringhe.

Sardella

Una volta salavansi sul suolo dei ma-gazzini ; oggidì si opera diversamente.Pongonsi in canestri di vimini, si porta-no nei magazzini in tale stato, e lasciansisgocciolare la loro acqua per una o dueore prima di salarle.

Quindi portasi il canestro vicino ad ungran barile, sul cui fondo ponesi unostrato di sale grosso un dito di traversosul quale pongonsi a strati le sardelle,disponendole in giro, sicché tutte le te-ste siano rivolte al di fuori e le code aldidentro. La lunghezza delle sardelle de-termina la grossezza del barile, ogni sar-della essendo il raggio del circolo cheformano unite insieme. Fra ogni stratodi sardelle ponesi un dito di traverso digrossezza di sale, e si termina col sale.

Lasciate così le sardelle nel sale perdieci a dodici giorni, infilansi per la golae le branchie su piccoli spieducci o bac-chette di corniolo, e premonsi l’una con-tro 1’ altra sì che ne riempiano l’interalunghezza. Preparata in tal guisa por-tansi sulla spiaggia per lavarle nell’acquadel mare.

A tal effetto prendonsi due bacchettead un punto per la cima ; tufiansi ripe-tutamente nel mare, ripongonsi sujla ba-rella, al cui fondo si sono poste due stuoiedi paglia per sostenere le sardelle che silasciano sgocciolare per qualche tempo.

Quando sono abbastanza sgocciolatedall’ acqua in cui si lavarono, dispon-gonsi a strati nei barili ove devono rima-nere, come dicemmo precedentemente, ealla stessa guisa con cui si stivan le arrin-ghe. Devono aver preso il sale abbastan-za, perchè non ne occorra più in sì granquantità. Il fondo inferiore del barile èpertugiato di molti fori, per lasciar usci-re l’acqua e l’olio che tramandano lesardelle, allorché si comprimono come orora vedremo. Prima di porre le sardellene’ barili, ponesi internamente sul fondo