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cilindri conservassero inalterabilmenteuna forma esattamente cilindrica, nè fos-sero in verun modo sensibili alle varia-zioni atmosferiche.
E' chiaro che se le forme e le dimen-sioni dei tamburi e dei cilindri variano,benché insensibilmente, ne risulta chedovunque vi è qualche difetto di roton-dità, le parti prominenti trascinano secopiù o meno cotone delle parti più basse,e ne seguono inevitabili disuguaglianzenella grossezza del vello o del nastro.
Yarii fabbricatori studiarono il mezzodi evitare simile inconveniente. Molardfece costruire cilindri e tamburi che con-servano perfettamente la loro rotondità,e giunse a tale risultamento combinandoi pezzi di legname che li compongono, inmodo che le fibre del legno vadano dalcentro alla circonferenza.
Colla forma costruisce il tamburo di sca-rico di rame laminato; il che gli dà la pro-prietà di essere meno soggetto a sformarsidi quelli che si fanno comunemente di le-gno. Il gran tamburo è composto di do-ghe di tre grossezze di legni diversi ;quello di mezzo è abete e i due altri ti-glio, ciascuno grossi due centimetri. Que-ste doghe sono meno soggette a sbiecar-si, che se fossero d 1 un solo pezzo di le-gno per quanto fosse secco e stagionato.Sono larghe circa 5 centimetri più dellepiastre dei cardi. Vedesi questa disposi-zione in xx , fìg. i.
Le crociere o i cerchi che servono dinocciuolo sono di ferro fuso ed a sei rag-gi, Le doghe sono fissate alla loro cir-conferenza, con chiavarde a testa quadrae madrevite.
Collier sostituì alle doghe di legno unasottile ossatura di ferro coperta poi sottoe sopra d’un mastice qualunque, ma so-lido e inalterabile.
GiorgioDodmeradopròin queste mac-chine dei tamburi di carta simili aglistau-
S CARDA SSIB RE
tuffi di rotelle di cuoio di Bulidor. L’es-perienza al pari che la ragione prova-rono come siano preferibili ai cilindri dilegno.
Cardatura della lana.
La cardatura della lana ha l’effelto diravviarne e separarnei filamenti, per ren-derla più leggera, più uguale, più omo-genea ; la cardatura spezza la lana apren-dola ; questa spezzatura ne moltiplica ipeli, rende i fili più ricciuti e vellosiquindi più disposti a legarsi ed intrec-ciarsi fra loro. In tal guisa la lana au-menta molto di volume, i filamenti cortie spezzati non hanno veruna direzionedeterminata ; tendono ad avvincolarsif un 1’ altro, pel che i fili della lana car-data, adoperati nel lavoro d’un tessuto,sono dispostissimi a feltrarsi.
Le macchine da cardare la lana somi-gliano a (quello pel cotone, ma ne sonodiverse in vari punti . I filamenti dellalana più forti e più rigidi che quei delcotone esigono una quantità di cilindrialternativi di scarico e di rimando, e solocon essi può aprirsi la lana senza troppospezzarla ; iuvece nelle macchine [rei co-tone alcuni piumaccioli fanno le veci deicilindri onde abbiamo parlato.
I filamenti della lana hanno un’ altranotabile particolarità, che li distingue daquelli del cotone, della canapa e del lino;la superficie di questi è liscia, laddove ipeli sono coperti di piccole lamellucce oscaglie sottilissime sovrapposte dalla ra-dice alla punta. L’ esistenza di questoscaglie può facilmente riconoscersi, pren-dendo un pelo ben secco, ponendolo frail pollice e l’indice, poi faceudo scorrerealternatamente l’un dito sull’altro, si os-serva che il pelo prende un moto pro-gressivo sulla sua lunghezza, che è sem-pre diretto verso la sua radice ( V. fel-tratura ),