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nitoio deve passare di nuovo, nè accettagli specchi se non quando non vi si scor-gono più quei difetti che deve torre lapulitura.
Finito il primo lato dello specchio, losi rovescia per lavorarlo alla stessa guisasull’ altra faccia, allora lo si trasporta allostanzino di esame, ove scorgesi tosto ilpiù leggero difetto che fosse sfuggito allaprima visita.
I muri ed il soppalco di questo stanzinosono tinti di nero, nè vi giunge lume cheda un lato da finestre più larghe che al-te, fatte in alto vicino al soppalco di mo-do che la luce non può penetrarvi chesotto un angolo minore di 45 gradi ; unatavola di grandezza sufficiente pei mag-giori specchi, sta nel mezzo dello stanzi-no, colla maggior dimensione posta pa-rafila al muro da cui viene la luce; è co-perta d’ un pannolano nero, sul qualepoggiansi successivamente le due faccedello specchio da visitarsi; allora abbas-sando l’occhio fino ad incontrarne i rag-gi luminosi riflettuti dallo specchio vi sirilevano i minimi difetti. Se sono tali dapotersi torre con una pulitura molto con-tinuala riportansi all’officina, ove nonfìssansi come prima sulle tavole, ma pon-gonsi su quelle foderate di pannilani dicolore, e poi vi si passa il brunitoio suiluoghi ove sono i difetti.
Finito quest’ ultimo perfezionamentoriportansi allo stanzino di esame per os-servarli di nuovo: ma questa volta no-tansi non solo i difetti di pulitura, ma an-che quelli che sono nella materia deglispecchi come le puliche, le punteggiatu-re alla superficie, le macchie bianche e si-mili. Se questi difetti sono assai grandi,segnansi per dividere gli specchi in pezzipiù piccoli, facendo passare le linee di di-visione sopra i medesimi difetti, la qualeoperazione si fa in un officina particola-re. Gli specchi riconosciuti atti a porsi in
Specchiaio
vendita, vengono classificati secondo leloro dimensioni e le loro diverse qualità,poiché sulla tariffa del prezzo di vendi-ta, si fanno ribassi che variano dall’ 8 fi-no a 5o per i oo ; quello che è strano siè che gli specchi più piccoli sono i piùdifettosi. Tale apparente stranezza si spie-ga quando si rifletta che i piccoli specchinon si gettano direttamente, ma si fannodei pezzi de 5 più grandi, i cui molti di-fetti propri della materia onde sono fatti,non poterono del tutto omettersi nelladivisione che si fece : quindi la tariffa delprezzo di vendita non è costante; i com-pratori sono obbligati di fidarsi all’equi-tà degli amministratori della manifatturadegli specchi, che sono i soli che classifi-chino e determinano quale ribasso deve-si fare.
La squadratura degli specchi greggiha d’ uopo d’essere regolata, tanto perla dimensione che per la dirittura degliorli. Tale lavoro non si fa che dopo com-pita la pulitura. Allora si fa un segno drit-to ben regolare, facendo scorrere il dia-mante lungo un regolo, e la lastra si rom-pe più netta e vicino al segno ; il piùleggero colpo dato dal rovescio contro alsegno presso una cima, basta farvi unafessura, la quale prolungasi con un motodi torcimento che dà 1’ operaio alla stri-scia staccata, e mediante la pressione del-1’ aria atmosferica che agisce a guisa dicuneo acutissimo nella fessura stessa: ta-le è la spiegazione che si dà questo fe-nomeno.
Abbiamo veduto in qual guisa facciasia braccia lo sgrossamento , la lisciatura ela pulitura degli specchi. Per poco chevi si rifletta, si vede tosto che queste ope-razioni potrebbersi di leggeri eseguire conmacchine anche semplicissime, mosse daqualsiasi forza, non occorrendo che dimuovere due corpi l’uno sull’altro, collacondizione che lo sfregamento sia quel