Sroviouii
parare quello eh’ è relativo alle fornaci ealle cotture, noi tratteremo delle vernicivetrificabili prima che delle cotture.
Le voci vernice, smalto o coperta sem-brano sinonime, ma credo che si possa esi debba attribuire a ciascuna un signifi-cato particolare.
Chiameremo vernice di stoviglia, qua-lunque intonaco vetrificabile, trasparen-te e piombifero, fusibile ad una bassatemperatura, ordinariamente inferiore aquella della cottura della pasta (le stovi-glie comuni, le maioliche fine) ; smallodiremo un intonaco vetrificabile opaco,ordinariamente stagnifero ( le maiolichepropriamente dette); coperta, da ultimo,diremo un intonaco vetrificabile terrosofusibile ad un’alta temperatura, uguale aquella cui si cuoce la pasta ( le porcella-ne dure, alcuni gres ).
L’ oggetto di questi intonachi vetrosiè render la stoviglia impermeabile ai cor-pi liquidi, e specialmente al grasso, e darloro un aspetto e talvolta dei colori ris-plendenti. Questi colori sono assai sva-riali ; peraltro debbono tutti avere lequalità indispensabili all’ oggetto cui sidestinano.
Convien dunque che i colori possanostendersi completamente sulla superficiedei pezzi, senza lasciar nuda alcuna par-te, per la quale i liquidi s’introdurreb-bero nella pasta. Questa condizione ri-chiede una certa affinità tra la materiadell’ intonaco vetroso e la pasta ; essaderiva dalla stessa natura della vernice,o da quella delle paste. La calce è indis-pensabile nella composizione delle maio-iche comuni per ricoprirle di smalto sta-gnifero ; senza di essa, le vernici si riu-niscono in gocce, bollono ed anche ca-dono in iscaglie.
Non conviene perù che quest’affinitàecceda: perchè la vernice penetrerebbenella pasta, si dileguerebbe dalla superfi-
Stovigue ipr
eie, e apparirebbe il difetto d’una verni-ce appannata.
E' necessario, in secondo luogo, chela vernice abbia un grado di fusibilità re-lativo alla pasta sulla quale si pone, eabbia provato la temperatura convenien-te a questo grado di fusibilità.
Se la vernice è come dicesi troppodura, non si attacca sulla pasta, rimaneappannata, oppure copresi di piccolibuchi.
Se la vernice è troppo fusibile, si fon-de prima che la pasta sia cotta, cola sul-le parli inferiori, penetra nel corpo dellapasta e lascia la superficie senza vernice.Un fuoco troppo forte produce all’ in-circa il medesimo effetto.
Una terza condizione non menar es-senziale e difficile è quella che la dilata-zione della vernice sia analoga a quelladella pasta, altrimenti la vernice non ce-de alla dilatazione o al ristringimentodella pasta, e si fende dovunque. Questodifetto è uno dei più gravi, perchè lematerie liquide penetrano nelle fenditu-re, e specialmente le materie grasse. Lostesso difetto accade talvolta per unatroppa spessezza nella vernice, o dal nonaver provato la necessaria temperatura.
Avviene sovente, massime nelle stovi-glie di pasta densa, come la porcellana,che le grandi screpolature degenerano infessure che si continuano nella medesimapasta, e la rendono fragile al menomourto o alla menoma mutazione di tem-peratura.
Talvolta queste screpolature sono mol-lissime e ugualmente disposte in reticel-la : simili pezzi riguardansi come rari, evengono ricercati tra le porcellane dellaChina.
Tali sono le principali condizioni ri-chieste negl’ intonachi vetrificabili , e iprincipali difetti che dalla mancanza diqueste derivano.