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Tomo XII.
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Stoviglie

§. i. — Fornaci semicilindriche oriz-zontali. (Tav. LXXV, fig. 3 e 4)-

La bocca b di questi fornelli per la qua-le viene l’aria inspirata e quella del focola-re j ove ponesi il combustibile sono quasiconfusi. L'una è sempre laterale, e 1’ al-tra or laterale or inferiore. La cameradel focolare (Tav. LXXVI, fig. 2 ) è a vol-ta, con molte aperture per le quali pe-netra la fiamma nel laboratorio 7, co-struito esso pure in forma di mezzo ci-lindro con un cammino laterale (Tav.(LXXV,fig. 3) oppure di parallelopipedo,m eato superiormente con varie aperture(Tav.LXXVI, fig. 2 ) che fanno l’ufficio dicammini, per le quali sviluppansi i pro-dotti della combustione.

Queste fornaci offrono inoltre duemodificazioni generali che sembrano di-pendere dalla temperatura più o menoelevata che vuoisi ottenere.

A. Bocca laterale, focolare inferiore ;uno o due laboratoi sopra il focolare ;cammini o canali di fumo multipli e su-periori.

Asse della corrente dell’aria verticale.

Queste sono le fornaci nelle quali sicuocono le stoviglie grossolane, le maio-liche comuni, ed a Sevres si cuocono leporcellane tenere in biscuit e smalto.

Le figure che offriamo (Tav. LXXVI,fig. 2 , e Tav. LXXVII, fig. 1 ) e la lorospiegazione ci dispensano da ulterioridescrizioni.

Queste fornaci, che trovansi tuttaviageneralmente nelle fabbriche di terragliee di maioliche comuni, hanno il vantag-gio di diffondere assai regolarmente ilcalore nella fornace, perchè le parti superiori ed a volta del laboratorio com-pensano, per la riverberazione che nerisulta, la lontananza del focolare da que-sta parte. Quando le proporzioni tra l’al-

Stovigi.ie

tezza e la larghezza sono ben calcolale ,il calore ottiensi più eguale che non po-trebbesi credere.

Ma la volta assai grossa che separa ilfocolare dal laboratorio consuma, peresser portata allo stato d'incandescenzanecessaria, una quantità assai grande dicombustibile, tale che non potrebbesi for-se, colle ordinarie dimensioni del foco-lare, riscaldare il laboratorio all'alta tem-peratura necessaria per cuocere le altresorta di stoviglie. Questi forni che usan-si per le terraglie verniciate cotte a bas-sa temperatura, le più antiche tra le mo-derne e le più comuni, debbono ancheessere i più antichi. Infatti, quest’è all’in-circa la forma delle antiche fornaci di cuitrovansi ancor vestigia in diversi paesi .Osservasi in esse pure una complicanzadi canali che venne tolta dal perfeziona-mento successivo delle arti ceramiche.

B. Bocca e focolare laterali ad unaestremità ; cammino laterale ad un’altraestremità.

Asse della corrente d’aria obbliquo.

Ottiensi con queste fornaci un' altis-sima temperatura, ma tanto inegualmen-te distribuita nel laboratorio, che deb-bonsi necessariamente fare delle compo-sizioni di pasta più o meno fusibili, ocuocere delle stoviglie di differenti qua-lità, per profittare di tutto lo spazio.

Verso 1’ apertura del focolare, nel la-boratorio, la temperatura è sì alta chepuò bastare a cuocere la porcellana piùdura, mentre all’altra estremità è tal-volta appena capace di cuocere il bi-scuit di maiolica.

Quest’ è il grande inconveniente disimili fornaci ; perciò si abbandonano inquasi tutti i paesi, e ben tosto non ri-marranno più che nella storia dell’ arte.

Queste fornaci offrono alcune modifi-cazioni. In quelle che servirono sì lun-gamente a cuocer la porcellana in tutta