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Tomo XII.
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ao6 Stoviglie

dri di terra cotta, e sostenuti con pilastridella stessa natura. Questo metodo es-sendo particolare alla maiolica comune,ne parleremo trattando di essa.

11 terzo è l’infornatura negli astucci onelle casette. I pezzi sono posti in sca-tole di terra cotta cilindriche, ovali odanche quadrilatere, secondo la forma deipezzi ; la fornace si riempie distribuendole casette in file verticali.

In queste tre sorta d’infornatura visono delle regole generali da seguire, edelle precauzioni analoghe da prendere.

La prima di tutte, è lasciare tra i pezziei loro inviluppi, cioè tra le pile di caset-te, uno spazio bastante per la circolazio-ne della fiamma: questo spazio devesicalcolare dall’infornatore con molta at-tenzione, secondo la sua pratica e la suaintelligenza, nei casi ordinarii ; da taledisposizione dipende in parte la correntedell' aria, e quindi la disposizione dellafiamma e la buona cottura.

E necessario che la fiamma circoliugualmente tra tutti i pezzi; che non sia-vi parte che 1' attragga in maggior quan-tità o più velocemente ; eh 1 essa non ri-manga affogata, ec.

Qualunque sia la perfezione d’una for-nace rispetto all’economia del combusti-le ed all’ eguaglianza di fuoco, v’ha sem-pre delle parti in cui il calore è più con-siderevole; si preferiscono questi siti perporvi i pezzi che esigono una più altatemperatura per cuocersi ; ed è osserva-zione generale che, in tutte le specie distoviglie, le piane come i piatti ed altrerichiedono più fuoco delle cave cometazze, vasi, ec.

I pezzi che, per una causa qualunque,si ritornano a cuocere, e quelli copertidi smalti coloriti, richiedono anche me-no fuoco degli altri pezzi della medesimasorta di stoviglie.

Questi sono presentemente, cioè nello

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stato di perfezione in cui pervennero lefornaci e la cottura, quasi i soli rapporticha sia necessario stabilire tra le differen-ze di temperatura delle diverse parti diuna fornace e quelle richieste dalla cot-tura di certi pezzi. Ma quando usavansi,per la cottura, le fornaci della divisioneB, del §. r, vale a dire, le semicilindri-che orizzontali, con focolare e camminilaterali, la differenza di temperatura erasì grande fra le parti verso il focolare equelle verso il cammino, che convenivalasciare nella prima parte molte file diastucci vuoti, e comporre altre paste par-ticolari più facili a cuocere, per collocar-le nelle parti posteriori della fornace.Questa pratica si segue tuttavia nella cot-tura dei gres comuni, e può dirsi che finoad un certo punto si segue nelle fornaciad alandieri , nelle quali si cuocono altempo stesso maioliche fine e gres consmalto, perchè a questi si riservano al-cuni posti particolari, dove si conosceche la temperatura è più elevata.

Si perviene con maggior sicurrezza adottenere un’ eguale temperatura in tuttele parti delle fornaci anche dividendol'infornatura con certe chiusure forate, lequali non già separano la fornace in dueparti uguali di diversa temperatura, maobbligano le correnti della fiamma, chepotrebbero stabilirsi tra le pile delle ca-sette, a scompartirsi in altri canali.

Peraltro quest’ effetto che ottiensi, èquasi sempre accompagnato da una dif-ferenza di temperatura assai rimarchevo-le tra le due parti del laboratorio dellafornace. Vedesi un esempio di questechiusure verticali nella fornace a gres-cerami (Tav.LXXV, fig. 4) e delle chiu-sure orizzontali nell’infornatura della por-cellana (Tav. LXXVII, fig. a, A.)

In tutte le infornature, comunque, sifacciano, è necessario che le pile sieuoposte perfettamente verticali. Quindi il