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Tomo XII.
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Stovigliu

nonché più dispendioso, per lo spaziodie occupano i pezzi.

Non è più possibile collocarli gli uninegli altri, nè sostenerli con pernetti : ènecessario che ciascun pezzo sia posto inpiano sopra un circolo perfettamente li-scio, che ogni piatto abbia un astuccio,ec. Se vi sonò parti estese come le anse,è necessario sostenerle con punte ; male dimensioni di questi sostegni, le loroposizioni, i metodi da usarsi sono altret-tante difficoltà senza numero che spetta-no particolarmente alla porcellana dura,di cui parleremo a suo luogo.

Per evitarle, almeno in parte, si stu-diò di comporre una stoviglia, la cui pa-sta si ammollisca solo allo stato di bi-scuit, e non più alla temperatura in cuila coperta o vernice possono cuocersi ;questa pasta costituisce la porcellana te-nera. I pezzi costruiti con essa acquista-no la loro forma e loro cottura comple-ta in biscuit, e in conseguenza in unostalo in cui è facile sostenerli : ora, sic-come non si ammolliscono che poco onulla al fuoco di cottura colla vernice, sipossono cuocere allora con pernetti edaltri particolari mezzi di sospensione cheabbiamo accennati nell’articolo preceden-te, sui quali ritorneremo trattando diqueste stoviglie in particolare.

Dobbiamo terminare 1’ esposizione diquesti principii, indicando le precauzio-ni generali che debbousi avere in taleoperazione.

D. Precauzioni generali.

Sono questi precetti applicabili a quasitutte le stoviglie; essi consistono:

i. Ben nettare la casette e gli astucci,m guisa che nulla possa staccarsi e cade-re sui pezzi ;

a. Guernirle internamente della ver-nice o della coperta che diminuisca la

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qualità assorbente dell’argilla per la ver-nice piombifera od alcalina dei pezzi ;

3. Appianare diligentemente i circolisui quali si pongono i pezzi, acciocché leineguaglianze di superficie non si tras-portino sopra i pezzi soggetti ad ammol-lirsi che vi si introducono ;

4 . Cuoprirei fondi delle casette o deicircoli con sabbia, o schegginole di silice,affinchè i pezzi non possano aderirvi : lasabbia devesi por in piccola quantità, odanche esser mesciuta con un poco d’ a-cqua argillosa, acciocché l’azione del fuo-co non la faccia sollevare e ricadere inpolvere sopra i pezzi;

5. Finalmente devesi con ogni curanon perder alcun spazio e introdurre inogni casetta il maggior numero possibiledi pezzi, l’uno entro 1’ altro con intelli-genza particolare, e aver in pronto ca-sette e circoli d’ogni dimensione al-1’ uopo.

§. 2 . — Dell' infornare.

Noi abbiamo considerato nel §. pre-cedente, l’operazione di disporre i pezziad essere esposti all' azione del fuoco ;ma siccome quest’ è una delle operazioniprincipali della coltura, or ci resta pocoa dire sul metodo con cui debbonsi por-re i pezzi nella fornace. Si comprendedipendere questo metodo principalmentedalla forma delle fornaci e dalla naturadelle stoviglie. V’hanno tre modi princi-pali d’infornare, e tre sorta d'inforna-tura. La prima, la più semplice e la piùantica, non applicabile che alle comuniterraglie, consiste nel mettere i pezzi gliuni sopra gli altri. A tal modo s’infor-nano i mattoni, le tegole, le terre cotte,le stoviglie comuni ed anche i gres ordi-narli.

Il secondo consiste nel porre i pezzisopra dei piani costruiti con gran qua-