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Tomo XII.
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Stoviglie

fornace da stoviglie, possa venir colloca-to nell’ interno <li essa, per provare latemperatura che importa conoscere.

Ora, le pareti d’una fornace hanno, ter-mine medio, 7 decimetri di spessezza ;conviene che l’istromento penetri alme-no fino a 6 decimetri internamente, edancor più ; è d 1 uopo dunque che facciaconoscere la temperatura provata a i3decimetri almeno di distanza, pronta-mente e sicuramente.

Il pirometro di argilla di Wedgvvood,è stabilito sulla proprietà che hanno lepaste argillose di diminuir di volume col-la cottura, facendoci conoscere la tempe-ratura prontamente e comodamente. Ba-stava ritrarre i piccoli cilindri di argilla,e misurarne la dimensione sopra una sca-la descritta a tale oggetto: esso soddisface-va adunque assai Lene a queste due pre-cedenti condizioni, ma non già a tutte lealtre ; poiché, secondo che conducevasiil fuoco con più o meno rapidità, il ri-stringimento dei cilindri era sensibilmen-te diverso ad uguale temperatura, comeha dimostrato Fouriny : inoltre, secondola natura dell’argilla adoperata, la prepa-razione meccanica di essi, la pressioneche la massa e i cilindri avevano provarto nella fabbricazione, acquistavano, collastessa temperatura, dei ristringimenti as-sai diversi, per guisa che messi in unafornace gli uni a canto degli altri indica-vano delle temperature che differivanodi 5 a 7 gradi ; non facevano dunque co-noscere la temperatura sicuramente nècostantemente alla stessa maniera : per-ciò vennero abbandonati.

Si sostituì un pirometro metallico ; esiccome non v’ ha che il platino che re-sista senza alterarsi all’ alta temperaturadel maggior numero delle fornaci da sto-viglie, convenne limitarsi all’uso di que-sto metallo quantunque si sappia che ladilatazione di esso è tra gli altri metalli

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la minore. E' d’ uopo necessariamente :1. puntellare e sostenere le bacchette obarre di platino, in modo che la loro di-latazione si riferisca e si manifesti total-mente ad una sola estremità di esse ; 2.trasmettere completamente ed esattamen-te questa dilatazione al di fuori della for-nace, vale a dire, alla distanza almeno di1 metro e 3 decimetri dal fuoco provato,e a tale oggetto stabilire dei sostegni edei mezzi di trasmissione che non provi-no incurvamento, contorcimento, nè ri-stringimento, all’alta temperatura cui ri-mangono esposti.

A tali condizioni è quasi impossibilesoddisfare esattamente, cioè di far co-noscere in via sicura il grado di caloredella parte della fornace ove mettesi labarra di platino ; perché Certamente, isostegni e le barre di trasmissione pro-veranno delle alterazioni e dilatazionimaggiori, e in conseguenza più sensibilidella piccola dilatazione del platino, sup-ponendolo della lunghezza di 3 decim.

Si propose il termometro ad aria. Es-so sembra atto a misurare con precisio-ne le più alte temperature ; ma come tro-vasi presentemente, è un istrumento trop-po difficile a stabilire, a maneggiare e aporsi ove occorre nella fornace, per po-terlo adoperar usualmente.

Fu proposto, in questi ultimi tempi,un pirometro o misuratore delle alte tem-perature, stabilito sulla fusione di diffe-renti leghe metalliche ; esso potrà forseapplicarsi alle fornaci da stoviglie; maignoro che siasi usato, nè lo conoscobastantemente per dire se potrà ammet-tersi nella pratica dell’ arte di cui trat-tiamo.

I vasellai sono dunque limitati a giu-dicar della temperatura, dal colore dellafornace e dai piroscopi : questi fanno co-noscere il grado di calore, ora dalla lu-centezza dello smalto o della coperta, ora