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Tomo XII.
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Stoviglie

dicati alcuni parlando delle cure che iltornitore e il modellatore debbono ave-re, per esercitare un’eguale pressione sututte le parti del pezzo.

La vetustà della pasta, ed una mani-polazione frequente, contribuiscono allaomogeneità della massa ; le materie ari-de e l’uguale sviluppo dell’acqua met-tono un ostacolo al riavvicinamento ir-regolare delle molecole. A questi mezzi fì-sici inerenti alla materia, se ne aggiun-gono altri meccanici, come sono certipiccoli circoli o coperchi, che mettonsisopra i pezzi rotondi per impedire chesi deformino, opponendo loro un Osta-colo meccanico ; fino ad un certo puntoquesti circoli regolano il ristringimcntospirale dei pezzi torniti, restringendosiessi similmente ma in senso opposto.

Allorché tutte le circostanze e tutte leprecauzioni fin qui annoverate si osser-varono per dare alla pasta la omogenei-tà necessaria, ed alla compressione efabbricazione di essa tutta la possibileeguaglianza, il ristringimento si fa con unauniformità e regolarità rimarchevoli.

Le stesse paste presentano, con unarigorosa esattezza, il medesimo ristrin-gimento, per cui si può ottenere concertezza la dimensione determinata. Ilristringimento si fa ugualmente in tuttii sensi. Se ne fa l'esperienza descriven-do un circolo col compasso sopra unapiastra ceramica ; se la piastra vennemodellata colle precauzioni indicate, esia di tal pasta da ricevere un decimodi ristringimento, il diametro del circo-lo diminuisce esattamente di un decimo,rimanendo il circolo perfettamente rego-lare, come non avverrebbe se il ristringi-mento non fosse uniforme.

Sembrerebbe da ciò che il pirometrodi Wedgwood dipendente dai ristringi-menti delle paste ceramiche , dovesseessere un istromento esatto; noi invece

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indicammo non poter esso riuscire para-gonabile nè conveniente a far conoscerecon esattezza la temperatura del fuoco ;perchè questo ristringimento dipendedalla natura necessariamente variabiledella pasta con cui si fabbricano i cilin-dri pirometrici, nonché dallo stato dimollezza e dalla pressione della medesima.Per quanta attenzione si presti v’hannosempre delle variazioni che non sareb-bero di alcuna importanza per un vase,ma bastano perchè manchi al pirometro1’ esattezza necessaria. Ricorderemo fi-nalmente che la prontezza con cui sicuoce una pasta ceramica ha un’influen-za notabile sul ristringimento che prova,secondo le esperienze di Fourmy. Mal-grado luttociò, crediamo che potrebbesidare al pirometro di W edgwood un’ al-ta perfezione, e renderlo utile nella pra-tica delle arti ceramiche.

§. 3. — Densità.

La cottura aumenta considerabilmen-te la densità delle paste ceramiche, e necangia la tessitura; invece di essere ter-rose e porose, divengono compatte, tal-volta un poco granellose, di grana finissi-ma ; esse acquistano anche una tessiturapressoché vitrea. La cottura d’ una pastadeve aver in mira di farle acquistare lamassima densità di cui sia suscettibile,senza fondersi ; la densità e la cotturahanno il medesimo limite, al di là delquale vi è la fusione 0 il passaggio dellapasta ceramica allo stato vetroso. Le por-cellane vengono portate fino a questo li-mite, ed anche lo oltrepassano ; alcunisecondi di più basterebbero a fonderlein vetro.

Quando le paste ceramiche comincia-no a rendersi vitree, divengono assoluta-mente impermeabili ai liquidi acquosi edanche oleosi ; ma quando i loro pori si