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Tomo XII.
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Stoviglie

Sembrami essere una vernice assai ca-rica d’ossido di piombo, cui affumican-dola si dia il colore di cui parliamo.

Questi lustri, al pari di tutti quelliche hanno molto splendore e poco co-sto, furono assaissimo in voga, ma quan-do si resero generalissimi non venneropiù ricercati e caddero nell’ obblio.

§. 3. —• / metalli.

Alcuni metalli vengono usati a deco-rar le stoviglie ; essi debbono esseremalleabili e inalterabili per l’azione dal-1’ aria. Perciò sono due soli, cioè 1’ oroed il platino. Potrebbonsi usare l’argen-to, il rame, ec. ma lo splendore ed ilcolore si altererebbero prontamente pereffetto dei vapori solforosi tanto frequen-ti nelle nostre abitazioni. Quindi si ab-bandonò totalmente 1’ uso dell’ argento ,che fu in voga per poco tempo, a cagionedel suo bel colore e del suo splendore.

Questi metalli debbono essere ridottiin polvere finissima per poterli stenderecol pennello; in tale stato hanno un co-lor bruno od anche nero, che dipendedalla grande divisione del metallo.

La polvere metallica dev’essere stem-perata e macinata con qualche veicoloviscido, secondo la circostanza, coll’es-!senza di trementina aggiuntovi un oliograsso, oppure con acqua molto gommata.

La dissoluzione chimica usasi più fre-quentemente per ridur 1’ oro e il platinoa questo stato di somma divisione. L’unoe 1 altro disciolgonsi alla stessa maniera,cioè nell’acido idro-cloro-nitrico, che è1’ acqua regia.

Per trarre poi il metallo dalla dissolu-zione si possono seguire diversi metodi :comincieremo dall’ oro.

A. Si precipita l’oro col protosolfatodi ferro, o col protonitrato di mercurio;con questo si ottiene ancor meglio divi-

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so. Aggiungendovi un poco di mercurioallo stato di muriato o di ossido, assumeun color nero quasi puro.

In tale stato si adopera l’oro col pen-nello, macinandolo coll’olio di trementi-na. Per renderlo più scorrevole, più fa-cile ad usarsi e più economico, debbonsiavere le seguenti avvertenze.

i. Fare il precipitato col protosolfatodi ferro non alterato, e mantenere ladissoluzione convenientemente diluita diacqua.

а. Lavare il precipitato con moltaacqua calda, e separarvi il poco ossidodi ferro che vi fosse unito.

3. Sì separerebbe quest’ossido più si-curamente lavandolo coll’ acido muriati-co ; ma a tal modo le molecole d’ orosembrano divenire meno tenui e più du-re, per cui rendesi meno scorrevole.

4- Si fa seccare completamente al ba-gno-maria ; un calore più forte lo agglo-mererebbe.

5. Si macina diligentemente sopra unospecchio, stemperandolo con essenza ditrementina e un poco di essenza grassa .

б. Si lascia 1’ oro macinato sopra lospecchio per qualche tempo prima diusarlo.

Aggiungendo molta essenza grassa,si rende più viscido e adoprasi più diffì-cilmente ; ma colla cottura ottiensi unoro senza lucido e più bello. Si preparaanche per via meccanica quest’ oro, eottiensi così generalmente un oro senzalucido che per rendersi bello deve rice-vere una cottura piuttosto inferiore aquella usata per 1’ oro disciolto.

Adopransi le foglie d’ oro fabbricatedai battiloro ; si macinano sopra unospecchio con acqua calda aggiungendovidel mele, dello zucchero od altra sostan-za ; ma questa preparazione è assai di-spendiosa. Lo si stempera coll’acqua digomma.