ajo Stoviglie
la «li platino cui si aggiunge dell’essenza«li lavanda o qualunque altro olio essen-ziale ; e senza aggiungervi alcun fonden-te, stendesi questa dissoluzione con unpennello sopra la vernice della stoviglia ;indi si espone al fuoco di muffola.
Il platino apparisce col proprio splen-dore metallico ; stendesi ugualmente sututto il pezzo, occultandone il colore, edacquista un pulimento uguale a quelloche olterrebbesi col brunitoio.
C. Lustro burgos.
Questo ha il gatteggiente rossastro eal tempo stesso giallastro metallico di al-cune conchiglie; non è opaco ; lascia be-nissimo veder la coperta sulla quale fusteso, partecipa del colore di essa, e assu-me perciò delle tinte svariatissime ed os-servabilissime.
V’ ha molte maniere di ottenerlo.
Si fondono insieme del solfo, dell’oroc della potassa, oppure dell’ oro in unsolfuro alcalino già preparato, discioglie-si ogni cosa nell’ acqua ; si precipita conun acido diluito ; si raccoglie il precipi-tato, che conservasi nell’ essenza di la-vanda.
Quando vuoisi usarlo sulla porcellanadura, si macina con piccola quantità difondente, e stendesi con ogni diligenza,più sottilmente che si può, sulla vernicedella stoviglia. Si cuoce in una muffola,e per renderlo più bello, se ne dà un se-condo strato.
La cottura basta a dargli lo splendoree il pulimento ; peraltro il menomo va-pore nella muffola, le faville, la menomapolvere lo alterano e lo privano di ogniqualità.
Si ottiene anche coll’oro fulminante,che stendesi estremamente sottile.
II lustro burgos si pone, come i pre-
Stoviglik
cedenti, su tutte le stoviglie, purché ab-biano una coperta o vernice.
D. Lustro cantaride.
Questo, malgrado i suoi vivi e brillan-ti colori metallici, è poco usato, perchèn’ è difficile l’esecuzione e più ancora leriuscita.
In generale ottiensi col cloruro d’ ar-gento in parte decomposto da alcuni va-pori combustibili, il quale assume il co-lore proprio di una tale alterazione. Sifa un miscuglio di vernice vetrificabilepiombifera, d’un poco d’ossido di bi-smuto e di muriato d’argento ; usasiquesto miscuglio col pennello come uncolore.
Ponesi il pezzo al fuoco di muffola ;allorché vedesi rovente si ritrae dallamuffola per esporlo al fumo d’ un com-bustibile vegetale od animale, oppure in-troducesi nella muffola questo medesimofumo. Le parti coperte di questo lustroacquistano'svariati colori, verdi, rossastri,giallastri, azzurrastri, tutti i colori metal-lici infine che il muriato d’ argento e ilpiombo sono suscettibili di assumere.
La grande difficoltà di usar questo lu-stro dipende dal metodo di affumicare ilpezzo incandescente, e dal rischio che sìcorre di spezzarlo pel cangiamento ditemperatura.
E. Lustro di litargìrio.
Non conosco bene la maniera con cutsi ottiene questo singolare lustro; io nonlo vidi che sopra alcune stoviglie assaigrossolane , provenienti dall’ AlemagnaOrientale.
Quest’è un lustro giallastro, che ha losplendore metallico giallo d’ oro, verda-stro, azzurrastro, predominando semprela tinta giallastra.