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sti stessi intonachi vetrosi ; essa può ts-sere tanto più debole quanto più fusibileè 1’ intonaco vetroso. Si estende dal ros-S'O oscuro fino alla fusione dell’argento, epuò anche dirsi del terzo fino al quintogrado del pirometro di Wedgwood.
I fornelli nei quali si opera questa col-tura. si dicono muffole. Sono alcune sca-tole rettangolari di terra cotta, fatte su-periormente a volto ; la porte anterioreserre di porta per introdurvi le stovi-glie, la quale si chiude e si luta con ter-ra argillosa.
Questa muffola è il laboratorio ; al disotto di essa vi è il focolare, che ha labocca anteriormente ; il cammino è for-mato sovente da moltissime aperture pra-ticate in una piastra [rosta al di sopra,pochissimo distante dalla muffola ; questocammino viene come prolungato dal tu-bo della capanna, sotto la quale ponesiordinariamente questo fornello.
Questo metodo è il più generale ; maviene modificato in diverse guise. In al-cune fabbriche dell’ Alemagna, si pongo-no le muffole in una fornace a due alan-cìieri laterali.
In altre circostanze, quando i pezzi distoviglia stampata in colori, sono molti,pei> cui la coltura è quasi continua, sipongono le muffole sopra una specie dicarro di ferro, che si fa entrare in unafornace ad alandieri laterali, o col foco-lare inferiore ; il centro, o piuttosto lospazio medio di questa fornace, si man-tiene costantemente alla temperatura ne-cessaria per fondere i colori. Le stanzed’ ingresso e di uscita delle muffole, tro-vansi ad una temperatura assai inferiore,per cui le stoviglie si riscaldano a gradoa grado entrando, e parimenti si raffred-dano gradatamente uscendo, senza le qualiprecauzioni si esporrebbero a fendersi.Una fornace di tal genere assai impor-tante, ma troppo complicata, si usò luu-
Stoviglie
go tempo nella reale manifattura di Se*vres, per cuocere le pitture e le doratu-re sulle porcellane tenere e sulle porcel-lane dure. Trovansi la pianta e lo spac-cato di questo fornello nel II volume del-la Chimica applicata alle Arti di Dumas .Un simile fornello, assai più semplice,venne costruito ed usato da Legros D’A-nisy, per cuocere le decorazioni sulle ma-ioliche fine.
Le porcellane a colori vetrificabili sicuocono soltanto colla legna e col carbo-ne di legna. In quest’ultimo caso, il for-nello di muffola è costruito diversamen-te ; in esso il focolare circonda il labora-torio, e nello stesso focolare confondensila bocca e il cammino. A tal modo si cuo-cono a Sevres ed a Vienna , le pitture di-ligenti ; ma a Sevres si abbandonò que-sto metodo.
Il fuoco dev’esser condotto prima len-tamente, poi con vivacità, acciocché i co-lori assumano, fondendosi, lo splendoreche ne costituisce il pregio.
Tre sono gli indizii per conoscere ilfuoco.
i. Il colore Tubescente più o meno vi-vo dell’ interno della muffola ; per giu-dicare da questo colore del fuoco richie-desi un colpo d’occhio assai esercitato emolta abitudine. Le persone dotate diquesto colpo d’occhio e di tale abitudines’ ingannano meno di quelle che usanogli stromenti pirometrici ; ma sono quali-tà individuali che non si possono tras-mettere dall’una all’altra, per cui convie-ne usare i mezzi dell’arte.
a. I pitoscopii. E' noto che il coloreroseo tratto dal precipitato d’oro, cono-sciuto sotto il nome di porpora di Cas-sio e nell’arte della pittura in colon ve-trificabili sotto quello di carminio d oro,differisce assai di colore secondo la tem-peratura a cui viene esposto ; siffatta va-riazione estendesi dal rosso lordo di ter-