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stesso metodo di composizione, le stesse
proprietà principali.
Tutte queste terraglie sono general-mente o rosseo nere ; la loro pasta, gros-solana o fina, è sempre poco compatta ;in conseguenza è poco sonora, fragile,permeabile all’ acqua.
La base di questa pasta è generalmenteun sedimento lasciato dai fiumi che at-traversano il paese. Se queste correnti d’acqua derivano da rocce micacee, il fan-go contiene delle pagliette di mica, e necontengono anche le stoviglie fabbricatecon esso, le quali pagliette sembrano dioro, come vedesi nelle stoviglie dell’ In-dia Orientale.
Un miscuglio di fango argilloso e difango sabbioso rende la pasta tenacequanto occorre per essere lavorata. Lasabbia che traesi dallo stesso terreno ser-ve di materia disaggregante, quando ilfango è troppo tenace.
Sopra il tornio, o piuttosto sulla ruo-ta del pentolaio, si torniscono i pezzi,però nell’ antico continente soltanto, etalvolta anche vedonsi torniti esattamen-te ; alcuni sono adorni di coste saglien-ti, disposte con simmetria e regolarità.
In generale, siccome non usano stam-pi per le guerniture, essendo queste ese-guite a mano, riescono grossolane ed ir-regolarissime.
Si aumenta, nelle Indie, la densità del-la pasta verso il fondo dei vasi che ser-vono a cuocere il riso e gli altri alimen-ti, comprimendola ; a tal uopo si sostie-ne il fondo del vase internamente conun pezzo di pietra, e lo si batte al difuori con un martello di legno.
Trovansi quasi sempre due sorta distoviglie, le rosse o bruno-rosse e le ne-re. Sembra, dall’ aspetto delle nere cheil colore si ottenga col fumo, nome di-cemmo delle stoviglie di Magnac edaltre.
Stoviglie
Simili stoviglie rosse e nere trovansidovunque nelle Indie. La collezione ce-ramica della manifattura reale di Sevres possedè una serie istruttiva di simili sto-viglie, trasportate la maggior parte daBlosseville ; esse provengono da Calcut-ta, da Pondichery, da Chandernagor , daTrinquemalay, dall’ isola di Ceylan, daJava, ec. ; offrono una somiglianza difabbricazione dalla quale si possono sta-bilire le generalità da me indicate. Nes-suna di queste stoviglie offre traccia divernici piombifere ; sono lucenti perchèvennero strofinate od affumicate, tuttesono ben tornite, alcune con ornamenti,gli uni come scolpiti, gli altri evidente-mente impressi con una sorta di sug-gello.
La pasta dell stoviglie di Cossepaleon,presso Pondichery , è composta d’ unasabbia grossolana, impura, in parte sili-cea, in parte granitica, e di fango argil-loso, brunastro, alquanto micaceo.
Quelle di Trinquemalay hanno perbase argillosa un fango bruno-rossastro.
Queste stoviglie sono appena cotte, esembra ohe non si usi alcuna fornacepropriamente detta, ma si riuniscano inmucchio, e si circondino di combustibile.
Le stoviglie di Rangoun, all’ imbocca-tura dell’Ava, al Pegù, offrono questedue sorta di stoviglie in tutta la loro per-fezione ; ma questo paese sembra il soloche abbia profittato da qualche secolodelle Arti Cinesi, dove trovasi tutto quel-lo che può aversi di più bello e di piùperfetto. Le stoviglie più grossolane so-no ricoperte d’una grossa vernice piom-bifera, di color verdastro sporco; la pa-sta n’ è più compatta e meglio cotta diquella «Ielle stoviglie indiane.
Si fabbricano a Madagascar , come alPegù, alcune stoviglie di un bellissimonero ; il loro colore dipende dall' intro-duzione all’ esterno di mollissima mate-