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Tomo XII.
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Stoviglie

menti alleggeriscono le anse, senza lorotogliere la solidità necessaria.

La più parte di questi vasi vedesiabbozzala di un solo pezzo ; ma quan-do questo metodo si rese impraticabile ,sia per la forma del vase, sia per la gran-dezza, l’incollamento delle parti è sìesatto e perfetto, eh'è difìicile scoprirnele tracce, e quindi determinar con cer-tezza che i pezzi sieno stati incollati.

I vasi ovali rarissimi e le figure dianimali vennero eseguiti in istampi didue pezzi.

Queste stoviglie sono generalmente dipasta rossastra pallida, sovente copertedi ornamenti in nero e di figure riser-vate in rosso ; assai di rado ornamentie figure in basso rilievo, le quali veg-gonsi sempre accompagaale di ornati ne-ri e rossi che caratterizzano i vasi cam-paniani.

La vernice che noi diciamo rossa egialla, non sembrami di alcun colore ; maessendo essa sottile e trasparente avvivail colore rossastro della pasta.

II nero, secondo color dominante deivasi etruschi, puossi riguardare talvoltacome una vernice generale, posta sullaprima. I vasi campaniani offrono alcunealtre applicazioni di colori poco variatie sempre di una sola tinta. Questi colo-ri sono in generale opachi, non lucenti,e della natura delle ingobbiature ; sono

11 rosso di mattone senza lucentezza,usatosi come risalto e ornamento

Il rosso violaceo senza lucentezza;

Il bianco usato alla stessa maniera,ma più estesamente; esso consta d’unaterra argillosa, che si attacca alla linguae diviene translucida imbevendosi diacqua.

Vedesi adoperato talvolta per esegui-*'e gli ornamenti bianchi, che trovansisempre in rilievo, e tuttavia moltissimoaderenti ; tal altra come fondo generu-

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te; questo sembra men solido; assorbe1' acqua estremamente, e talvolta è di-pinto in giallo.

Su questo fondo bianco gli antichi po-sero alcune volte qualche pittura di di-versi colori, rosso vivo, verde, azzurro,ma sempre una sola tinta. Questi colorinon sono di natura vetrificabile; hannopochissima aderenza col fondo ; quindinon spettano all’ arte di cui parliamo, ene fo parola soltanto per far conoscereche cosa esser possano questi vasi Gre-ci, adorni di soggetti e di ornamenti ric-camente coloriti, che si citano come og-getti rari e preziosi. Nondimeno si co.nosce che i contorni delle figure e dellegrandi parti componenti siffatti quadrivennero disegnali con un colore vetrifi-cabile giallastro.

Alcuni di questi vasi hanno, ma assaidirado, qualche ornamento in oro: visi trovano delle piccole perle o dellepiccole spicche d’ oro, poste sopra altriornamenti, o su qualche figura, cui sem-bra fossesi posto un piede eseguito, conuna ingobbatura rossastra, che formasseuna leggera prominenza. La foglia d’orovedesi applicata su questa prominenza ,la quale sembra aver servito di fonden-te, come usasi a dì nostri il bismuto perfissar 1’ oro sulle coperte che non sonosuscettibili di ammollirsi ( 1 ).

Le figure, quasi sempre in rosso so-pra un fondo nero, sono alla foggia danoi detta in riserva ; i contorni vennerotracciati col nero, e il fondo è dipintocol pennello e finito all’intorno delle fi-gure. La più semplice attenzione bastaa far conoscere che gli antichi non usa-rono nella esecuzione dei fondi, e nellapittura delle figure e degli ornamenti,

(a) Trovansi molti esempi di simili vasinella Collezione di Durand, e in quella delDuca di Iliaca).