Band 
Tomo XII.
Seite
249
JPEG-Download
 

Stoviglie

di di Samos , isola celebre pel gran nu-mero di vasi che vi si fabbricavano e perle stoviglie. Plinio ed altri autori anti-chi ci trasmisero i nomi dei più famosipentolai, quali sono Corebus, Thericlesdi Atene , ec.

I vasi e le stoviglie che trovansi nelledisotterrazioni di Arezzo sono di pastafina, rossa, con bassi rilievi ed ornamen-ti in rilievo.

Quelli dei sepolcri nelle vicinanze diChiusi sono neri ; gli ornamenti in rilie-vo non trovansi, generalmente parlando,che sulle anse e sugli orli dei becchi, delcollo, della pancia, ec.

Si possono riferire a questa serie difabbricazione altre stoviglie della stessaetà, che si facevano in diverse parti dellaGrecia, a Cos, a Gnido, a Citerea , ncl-I’ isola di Milo, nell’ isola di Naucrates, ec.

Tali anche sono le anfore, nelle qualigli antichi conservavano il loro olio, illoro vino, il loro grano, di tale capacitàche un uomo poteva capirvi facilmente.La botte di Diogene era un vase di talsorta ; le medaglie e pietre incise antichenon lasciano alcun dubbio su tal propo-sito. Si sono anche trovate, nelle vicinan-ze dell’ antico Anzio , nel territorio diCuba , delle anfore di questa dimensioneche, essendo state fesse o rotte, cransiriaccomodate con legacci di piombo.

I vasi più piccoli, per contener liqui-di, o servir di tazze da bere, che dice-vansi diota , perchè avevano due anse,offrono altri esempii di questa serie difabbricazione.

Stoviglie romane.

Tutli i paesi caduti sotto il dominiodell’impero Romano presentano, negliescavi che fannosi in differenti circostan-ze, rimasugli di stoviglie piuttosto chepezzi intieri, i quali si somigliano tra loroDi*. Tecmì. T. Y/7

Stoviglie 2,^9

esattamente, éd hanno molta rassomiglian-za colle stoviglie di Samos .

Sono queste stoviglie di pasta fiha, al-quanto compatta, rossa, con un intonacovetroso sottilissimo, trasparente, che nonha alcun proprio colore, e avviva quellodella pasta. Questi vasi sono talvolta total-mente lisci ed anche senza alcuna pittu-ra, tal altra guerniti di ornamenti e difigure in rilievo della stessa pasta e dellostesso colore.

Queste stoviglie servivano agli usi do-mestici, per cui non trovansi che tra lerovine dalle città, delle abitazioni o dellefabbriche ove si costruivano, e sempre inframmenti. Tuttavia abbiamo sulla lorofabbricazione e sulla loro cottura, mag-giori e più autentiche notizie, di quelloche sulle stoviglie greche. Si riconobbeche gli ornamenti facevansi negli stam-pi ; che questi stampi erano di terra cot-ta ; che gli astucci e i sostegni che servi-vano nella cottura erano della stessa ar-gilla, mesciuta con una maggior quantitàdi sabbia ; finalmente, si trovarono lefondamenta ed anche qualche parte difornace bastantemente conservata peracquistare un’ idea della sua costruzione;e si conobbe, come già abbiamo indica-to, che la fornace era complicata di cana-li adatti a condurre il calore, la fiammaod il fumo nelle diverse sue parti.

Non possiamo estenderci maggiormen-te su tale argomento ; aggiungeremo sol-tanto essersi trovati dei rimasugli diqueste stoviglie, e di queste fornaci inalcune parti dell’ Europa ; a Parigi ver-so il Lucemburgo; a Nimes in Norman-dia presso Dieppe ; in Alvernia abbon-dantissimamente ; in Alsazia , ec. ; in In-ghilterra, in diverse contee, in Ispagna,presso Murviedo, eh’ è I’ antica Sagonto,to, città celebre pel numero di stovi-glie che vi si fabbricavano che portasioltre mille duecento. Ignoro se questa3a