a5o Stoviglie
fabbricazione delibasi riferire piuttostoalla greca diSamos od alla Romana. Tro-vansi anche in Alemagna siffatti rima-sugli, ma assai più di rado. In tutti que-sti luoghi, simili stoviglie offrono unacompleta rassomiglianza per tutti i titoli,come dicemmo al principio di quest' ar-ticolo.
Finalmente, sembra, dai campioni ch’iovidi, che in parte i frammenti di stovi-glie trovali nelle caverne di ossi sepol-crali. , mesciuti con rottami di ossa, allasuperfìcie del terreno di queste caverne,spettino alla stessa fabbricazione. Il rima-nente appartiene alla fabbricazione chesegue e che sembra più antica della Ro-mana.
Stoviglia gallica.
La distingueremo con questo nomedi stoviglia gallica , perchè sembra esserstata fabbricata dagli abitanti delle Gal-lie, e al tempo stesso in quasi tutta l’Eu-ropa , cogli stessi principii : siffatta sto-viglia sarebbe, in un colle armi di pie-tra di differenti nature, dette ceramiti erompicapo , le reliquie della più anticaindustria dell’ uomo.
Questa è una stoviglia grossolana, qua-si sempre nera, di tessitura porosa ; disuperfìcie sovente scabra, appena colta .I pezzi interi di oggetti sì fragili deb-bono esser rarissimi ; quelli che sco-pronsi di tratto in tratto trovansi d'or-dinario in vere sepolture con ischeletri,o reliquie di scheletri, oppure in posi-zioni indicanti che vennero sepolti inqualche tomba. Son questi dei vasi chepotevano servire ad usi domestici oppuressere destinali ad usi religiosi od orna-mentali ,• la loro forma è generalmentesemplice ; alcuni hanno degli ornamentiintagliati e poco regolari; altri offronogli stessi ornamenti con dei caratteri di
Stoviglie
scrittura che, per la loro nitidezza e per1 ' esalto ripetimento delle lettere, sem-brano applicati mediante una stampa .Malgrado la loro remota antichità, che lifa salire ad un tempo in cui le arti indu-striali dovevansi trovar nell’infanzia, que-sti vasi veggonsi fabbricati sul tornio .Tutti quelli che io ebbi occasione di e-saminare ne portano i segni evidenti, evi si vede la linea spirale delle mani odella stecca del tornitore, e quando ilpiede non è cavo, vi si vede distinta-mente I’ impronto della sega , colla qua-le si stacca il vase dalla girella o testa deltornio.
Non è questo il luogo di riferire imollissimi esempi che servono a stabilirequesti risultati generali ; mi contenteròd’indicare un vase che riunisce, nellapiù evidente maniera, tutte queste con-siderazioni, quello che venne studiatoda Coquebert-Montbret, depustosi nellacollezione ceramica della reale manifat-tura di Sevres . Esso è di un bel nero ;ha la forma d’ un piatto cavo, dell’al-tezza di 12 centimetri e di 1 5 di aper-tura ; esso ha dei caratteri e degli orna-menti in cavo, probabilmente impressiper mezzo d’ una stampa come dissi su-periormente, e vedesi senz'alcun dubbiolavorato sul tornio. Questo vase si tro-vò a Delaincourt, presso Chaumont di-’partimento dell’ Oise , in un sepolcro dipietra in forma di truogolo, scoperto inun campo volgarmente conosciuto col no-me di cimìterio dei Galli.
Io debbo far osservare che questa fab-bricazione ha molta somiglianza con quel-la degli antichi popoli dell’ America Me-ridionale , rispetto alla pasta, alla tessitu-ra porosa, al colore ed anche alla situa-zione, trovandosi essi ugualmente netse-polcri. Riguardo alla manifattura , nonv’ ha alcuna analogia, perchè non trova-si negli Americani alcun indizio che ste-