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Tomo XII.
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Stoviglie

Non dobbiamo qui offrire che le ver-nici vetrose applicabili alle maioliche,quali si fabbricano in Inghilterra ; que-ste ricette sono già incerte per sè stesse,e non conviene accrescere la loro incer-tezza confondendole con quelle delle ver-nici applicabili alle maioliche fine deglialtri paesi.

La vernice N.° i viene semplicemen-te macinata ed applicata, senza esser fusanè ridotta in fritta. Nelle altre vernici,uno dei loro componenti, come si è ve-duto, è una fritta.

Non sembra che siasi giammai fusaquesta vernice allo stalo di vetro cri-stallino.

Si macina la fritta, e vi si aggiungedell’ ossido di piombo. Si osserva che siò totalmente abbandonato l’uso dellacerussa, eh’ è un carbonato di piombo,per sostituirvi il minio. La vernice stem-perata a consistenza di poltiglia, è di co-lor rossastro.

Cottura.

Si conosce già la fornace e il metodod’infornare la maiolica, in generale lastessa fornace può servire a cuocere pri-ma il biscuit , poi la vernice, 1 ’ una dopo1 ’ altra. Peraltro, le fornaci da vernicesono più piccole delle fornaci da biscuit.Le dimensioni medie di quelle a biscuithanno 40 decimetri di diametro e 47 dialtezza ; quelle della fornace a vernice osmalto hanno 55 decimetri di diametroe 42 di altezza.

L introduzione dei pezzi non offrealcuna difficoltà osservabile. Una fornacedelle dimensioni indicate contiene 87 piledi casette, in ciascuna delle quali vi sonoda i 5 a 16 piatti ; ne contengono menodelle casette a smalto, perchè sono assaipiù basse, non avendo che 14 centime-tri di altezza.

I>h. Tecnol. T. XII.

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La coltura del biscuit dura circa 40 ore.

L’introduzione dei pezzi verniciatinegli astucci offre molte circostanze d’a-versi in mira.

Le principali sono :

1. E' necessario verniciare l’internodelle casette, con tale diligenza che nonassorbano più la vernice dei pezzi con-tenutivi.

a. Fare in modo che una casetta con-tenga il maggior numero dei pezzi pos-sibile, senza peraltro che si tocchino senon in pochi e piccolissimi punti. Nonè facile descrivere questa pratica : bastadire che per evitare che i pezzi s’incol-lino sul fondo delle casette, vi si spargedella sabbia; per guadagnare spazio, met-tonsi i piccoli pezzi entro i grandi, eacciocché non aderiscano insieme, si ten-gono separali con punti e con zampe ( fig.6 e 7 , a b). Le fig. 4 e 5 della Tav.LXXVII indicano bastantemente questometodo.

Le pile di casette sono disposte inguisa di lasciar tra esse una libera circo-lazione alla fiamma che si solleva daglialandieri ; non sono esattamente verti-cali, e s’inclinano un poco verso 1’ assedella fornace, affinchè non avvenga checadano verso la parete e affoghino il fuoco.

Sono tutte lutate.

Si disperdono nella fornace le maioli-che fine un poco differenti per la com-posizione della pasta o della vernice, sce-gliesi il luogo determinato dal rapportoche supponesi tra la fusibilità della ver •nice e la temperatura di essa . Quindi ,mettonsi nelle parti più calde quella ma-iolica che partecipa della porcellana te-nera, detta dagli inglesi maiolica di fer-ro (ironstone china).

Le casette, poste tra gli alandieri,‘con-tengono i pezzi grandi,come vasi da acqua,vasche coperte delle vernici N.° 2 e 5 , cadorni di disegni stampati in azzurro.

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