Stoviglie
E d' uopo dividere i gre# ili due sor-la ; perchè i principii di fabbricazione ei prodotti ottenuti sono assai differenti.Gli diremo gres-cerami comuni, e gres-cerami fini.
Prima sezione.
Gres-cerami comuni.
Prendendo per esempio le fabbrichedi Saveignies, presso Beauvais, Dipar-timento dell’Oise , potremo precisamen-te esporre il metodo di questa fabbri-razione.
La pasta è unicamente composta del-l’argilla plastica che ricopre la creta ;essa è grigiastra.
A disaggregarla talvolta adoprasj lasabbia quarzosa, in quantità proporzio-nata alla natura più o meno silicea del-l’argilla. Quest’ è la sola aggiunta che sifaccia all’ argilla, ed anche, a Saveigniesnon aggiungesi che la poca sabbia presadalla pasta quando si stende per calcar-la ; non si lava ; peraltro la si spoglia daipiccoli ciottoli e dalle piriti che vi po-tessero essere ; si calca e s'impasta dili-gentemente a più riprese.
I pezzi si fabbricano sul tornio ; se-condo la loro grandezza si adopranotorni diversi.
Prima d’introdurre i pezzi nella for-nace, si lasciano perfettamente seccareall’aria libera, senz’ altra avvertenza chequella di guarentirli dalla pioggia.
La fornace è seniicilindrioa orizzonta-le, irregolare, come vedesi nella Tav.LXXV, fìg. 4, della quale si troverà unadettagliata descrizione alla fine di que-st articolo. Le pareti laterali e verticalisono di mattoni; ma la volta ed altre si-tuazioni occorrenti sono costruite coivasi difettosi, che lasciano passare la
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fiamma tra essi e fanno 1’ ufficio di cam-mini irregolari.
11 suolo, inclinato come vedesi nellafigura, è coperto con uno strato di sab-bia, sul quale si dispongono i pezzi digres da cuocere. La chiusura media n(fig. 4, B) non ha, dicesi, altro oggettoche quello di sostenere i pezzi posti nel-la seconda metà della fornace, e allegge-rire ilei loro peso gl’ inferiori.
Il focolare è più piccolo ed a volta dimattoni, chiuso dinanzi da un muro dimattoni con due bocche b e b' ; per labocca superiore b introducesi il combu-stibile, e per l’inferiore b‘ si ritraggonole braci.
Si dà fuoco a principio con legna dibetulla, lunga 1 metro e 3 decimetri, gros-sa come il braccio. II piccolo fuoco dura5 giorni, in una fornace di i3 a 14 me-tri, che è la dimensione di quella qui figu-rata. Si abbruciano in questo tempo circa72 steri di legna.
Il gran fuoco si fa con fascine, e simantiene per 3 giorni ; consumatisi circa5oo fascine.
Si produce molta bragia, eh’ è neces-sario togliere per la bocca b'. Durantequesta operazione si sospende il fuoco ;esce allora dalla fornace una colonna difumo nerissimo, altissima, e dalla aper-tura posteriore esce una massa di fiam-ma considerevolissima.
La cottura di questa stoviglia si operain 8 giorni ; è una delle più lunghe nellearti ceramiche.
Si presume che il gres sia cotto, allor-ché il muro di vasi difettosi che chiudela fornace in o è rosso, e si conoscono iprogressi e l’avanzamento del fuoco,traendo fuori a questo momento, per delleaperture praticate espressamente, alcunipiccoli pezzi di stoviglia.
Non si dà a questo gres nessuna ver-nice.