2 jù Stoviglie
il gesso presi separatamente o riuniti in-sieme in diverse maniere.
La coperta è di felspato quarzoso, tal-volta solo, tal altra mesciuto con gesso ocon pasta cotta e macinata.
Le materie della pasta da porcellanarichiedono di essere meglio lavate, mag-giormente macinate, meglio mesciute, ela pasta medesima più pestata e mantru-giata di qualunque altra pasta di stovi-glie, nondimeno, essa è sempre poco dut-tile, per cui la fabbricazione è più lenta.
Essa è anche più suscettibile di ma-nifestare, sì colla diseccazione che collacottura, i più lievi difetti, perciò convie-ne lavorarla con molta diligenza ed abi-lità.
Il lavorìo è inoltre dilicatissimo e so-vente assai complicato.
I pezzi rotondi sono sempre abbozza-ti, sia a pallottola (Tuv . LXXIII, fig. 7),sia a copertina (fig. G), poscia diligente-mente tornili, per conservarei contorni ela purezza delle forme, nonché l’eleganzadelle modanature. I pezzi non rotondi simodellano a pallottola (fig.i e 2) od a cro-sta ffig. 5 e 4 ), e perfezionansi coi meto-di e colle diligenze descritte al Cap. II,avvertendo che si applicano più partico-larmente alia porcellana.
La coltura è essenzialmente semplice,quantunque sembri doppia ; perchè laprima cottura della pasta è un primo di-rozzamento, all’oggetto di consolidare lapasta stessa, detto dai francesi degourdi,onde si possa più facilmente inverniciar-la per immersione ; ma si potrebbe an-che rigorosamente farne a meno, e cuo-cere al tempo stesso la pasta e la coper-te, perchè richiedono le medesima tem-peratura.
II fuoco è ad un grado sommo, e giun-ge fino al i/ f o° del pirometro di Wedg-wood.
La pasta ammollendosi a quest' alta
Stovi"glie
temperatura, il collocamento dei pezzidomanda metodi e precauzioni particola-ri, da noi descritti alla Sez. C dell’art. II,del cap. IY, e figurato nella Tav. LXXVI,fig. 5 , A,B, e fig. 6.
La fornace (Tav. LXXVI, fig. 1 e 2) ècilindrica verticale, di 4 a 6 alandieri alpiù. Le casette debbono avere la solidi-tà e infusibilità necessarie per resistereall’alta temperatura cui vengono esposte.
Il combustibile è la legna in quasi tut-te le fabbriche, e legna di lunga fiamma,come il pioppo, 1’ abete, la betulla.
La pasta si ammollisce, diviene trans-lucida, e assume da un settimo fino a undecimo di ristringimento, dal momentodella completa diseccazione, fino alla to-tale cottura. Quasi tutto il ristringimen-to avviene dopo il primo dirozzamentodi cottura. La pasta, in questo frattem-po, perde un ottavo del proprio peso.
La coperta dev' essere ben fusa, eaver contratto colla pasta un’ intimaunione.
Una fornace a 4 alandieri, di 3 metrie 2 decimetri di diametro, deli’ altezza di2 metri e 3 decimetri, consuma per cuo-cere una porcellana della natura e soli-dità di quella di Sevres , circa 38 steridi legna di pioppo (a) ; la cottura si fa,termine medio, in 28 ore, cioè : 18 oredi piccolo fuoco, e io ad 11 ore di granfuoco.
Qualità, difetti e considerazionigenerali.
Le qualità della porcellana dura sonodi poter resistere, senza frangersi, alleimprovvise mutazioni di temperatura tra
(a) Serva per questa ed altre occasioninel presente articolo, che uno stero è unmetro cubico.