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Tomo XII.
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284 Stovigme

lo {Jlint-glass ), composto di silice, (lialcali, di piombo, oppure di silice, difeldspato, di borace o di acido borico ,unitovi sempre del piombo.

Il lavorìo della porcellana tenera at-tuale è men diverso da quello della ma-iolica fina che dall’ altro della porcellanadura ; però quello dell'antica porcellanatenera era assai complicato ed incomo-do alla salute.

La cottura è doppia ; si cuoce primain biscuit , e siccome giungesi fino al ram-mollimento, occorre che i pezzi abbianouna forma tale da potersi scambievol-mente sostenere, cuocendosi 1’ uno nel-l'altro, oppur che si cuccano sopra par-ticolari sostegni, detti rovesciato i, i qua-li mantengano la forma dei pezzi, la-sciando loro luogo a restringersi senzaostacolo.

Il biscuit non essendo punto assor-bente, mettesi la vernice per versamen-to, ridotta in densa poltiglia.

La più alta temperatura è quella cuisi espone il biscuit. Tuttavia, in alcunecomposizioni di porcellana tenera, lavernice è sì dura che a cuocerla doman-dasi una temperatura poco inferiore aquella provata dal biscuit , la quale ver-nice, benché non si ammollisca comple-tamente, tanto si approssima al rammol-limento da non potersi usare i sostegnichiamati pernelti\ ogni pezzo piatto con-vien cuocerlo in una casetta particolare.

Può servire la stessa fornace a cuo-cere il biscuit e la vernice, e può anche

Stoviglie

aversi un'altra fornace più piccola per lavernice, o finalmente si può dividere lafornace in due laboratoi, e cuocere con-temporaneamente il biscuit nell'inferiore,e la vernice nel superiore.

Le paste, al pari di quelle dei gresfini, sono suscettibili di venir coloritediversamente sicché possonsi usare di-versi colori sopra il biscuit e in conse-guenza sotto la vernice. Il fondo azzur-ro è di questo numero. Finalmente, lavernice per la sua natura, s'incorporafacilmente coi colori, e li rende perfet-tamente lucenti.

Prima sezione.

Antica porcellana tenera francese .

Ora descriveremo succintamente il me-todo di fabbricazione della porcellana te-nera, come facevasi a Sevres , dal 1750a) 1 804 ; la quale stoviglia ebbe moltacelebrità a que’terapi, ed è ancor più ce-lebre e più ricercata dacché si finì difabbricarne. Yedremo quanto fosserocomplicati i metodi di fabbricazione ;ma si converrà al tempo stesso che oc-corsero assai più indagini, fatiche ed in-gegno per inventar questa porcellana ,che per quella composta di due soli e-lementi presi quali ci vengono offerti dal-la natura.

La composizione della pasta diversi-fica alquanto ; ma quella più di frequen-te usata, quella che diede la porcellanapiù in pregio, componevasi come segue:

Nitro fuso.

. . 44 o

oppure

22,0

Sai marino. . . . . .

»

7 » 2

Allume.. . . .

*

3,6

Soda d’Alicante .

V

3,6

Gesso di Montmartre .

74

)>

3,6

Sabbia di Fontaincbleau . . .

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60,0