Stoviglie
cemmo, semi-cilindriche ; ne abbiamo !dato la figura nella Tav.LXXV, fig. 3 . 1Vicino all’ ingresso dei fuochi, verso o, iponevansi ordinariamente le casette vuo-te, essendo troppo elevata la temperatu-ra. Nel mezzo mettevansi, in casette si-mili alle nostre, le porcellane d'una pa-sta più dura di quella delle altre.
Kuhne, direttore di questa fabbrica,celebre nel 1822, il quale introdussemolti e importanti miglioramenti nellafabbricazione di questa bella stoviglia, ;fece costruire delle fornaci cilindrichea 4 alandieri ed a 4 laboratoi. Si cuocela porcellana nel laboratorio inferiore, sicomincia la cottura nel secondo o nelterzo, il quale non ha alcun uso abituale.
Questa porcellana offre sovente 1 ’ e-sempio d’ un colore vetrificabile postosotto la vernice, i piccoli fiori e i picco-li ornamenti in azzurro di cobalto chevedonsi sulle tazze u sui piatti comunidi Sassonia e di alcune altre fabbrichedell’Alemagna vengono dipinti sulla pri-ma cottura; mettonsi poi i pezzi al fuo-co per evaporar 1’ olio che servì di vei-colo e abbruciarlo ; finalmente si dà alpezzo la coperta e lo si cuoce definitiva-mente.
Gli ornamenti azzurri hanno un mag-gior splendore e sono meno netti.
Questa fabbricazione è dunque ca-ratterizzata dalla pasta e dalla coperta ,nella quale entra del gesso, mentre nonentra nella coperta francese . La formadelle fornaci era in allora diversa. Lacoperta è di color latteo e d’ una fusio-ne poco differente da quella delle forna-ci francesi.
All’incirca sugli stessi principii ven-nero composte e cotte le altre porcella-ne di Vienna, di Frankenthal , di Louis-bourg, a Stuttgard, di Nymphenbourgpresso Monaco, • ec. La composizionesembra esser rimasta all’incirca la stes-
Stovigi.ie 283
sa ; e nella maggior parte di queste fab-briche, alle fornaci scmicilindriche si so-stituirono quelle ad alandieri.
SETTIMA CLASSE
PORCELLANA TENERA O FRANCESEPorcellana vitrea.
« Pasta fina, compatta, di tessitura» quasi vitrea, dura, translucida, fusi-li bile ad un’alta temperatura.
» Vernice vetrosa, trasparente, piom-» bifera, tenera».
La pasta della porcellana tenera fran-cese ed antica, quale fabbricatasi a Se-vres verso il iy 5 o, aveva una composi-zione tanto diversa da quella che si fab-brica attualmente in alcune parti d’ Eu-ropa , e massime in Inghilterra, ch’è as-sai difficile trovar caratteri che, distin-guendo questa porcellana dalle altre sto-viglie, convengano alle sue diverse sorta.
La pasta della porcellana tenera con-tiene sempre un principio che la rendebastantemente fusibile ad un’alta tem-peratura, per acquistare, approssiman-dosi a questo grado di calore, una trans-lucidezza quasi simile a quella d’una ma-teria vetrosa; questo grado di fusibilitàdipende dagli alcali, soda o potassa, op-pur da sali che ne contengano, coma ilsai marino ed il nitro ; dipende ancheda altri sali a base terrosa, i solfati dicalce e di barite, da alcuni fosfati che,aggiunti all’ argilla ed al feldspato, for-mano dei composti alquanto fusibili. Ta-le è il carattere della pasta di quellaporcellana, che non possiamo renderlo
• più generale attese le differenze presen-■ temente avvertite.
; La vernice, che in tal caso non è più; una coperta, è d’ una composizione co-
• stante; essa è un vetro, anzi un cristal-