Struménti chirurgici
Ago. Strumento chirurgico sottile,più o meno aguzzo, destinato ad attra-versare le parti molli. La più parte degliaghi sono d'acciaio, alcuni però d’oro,d'argento o di rame stagnato : hannoforme ed usi molto differenti.
Ago per r ago-puntura . E' d’oro,d’ argenot o d’acciaio, stretto, conico, esottilissimo, lungo circa 4 pollici ; la ci-ma opposta alla punta termina con unacapocchia rotondata e forata, ha pel trat-to di alcune linee un diametro di duelinee, ed è solcato ivi di scannellaturediritte o a spirale, che gli impediscono digirare fra le dita nel moto rotatorio chequeste gli comunicano per farlo entrarenella carne. Talora questi aghi sonochiusi fino a un dito trasversale dalla lo-ro cima, in un cannellino dello stessometallo, che ne limita con esattezza l’a-zione. Talvolta infilasi nel foro della ca-pocchia un filo d’ottone che comunicacon una pila galvanica.
Ago per le aneurisme. Talvolta sonoaghi comuni, più spesso aghi curvi dacucir le ferite, dei quali più innanzi dire-mo ; finalmente per le arterie poste mol-to profonde adoprasi con vantaggio 1’ a-go imaginato da Deschamps, compostod un manico schiacciato lungo 3 pollicie mezzo. La cima di questo fusto è cur-va, e descrive un semi-circolo di 5 lineee mezza di raggio, il cui piano è perpen-dicolare al fusto; è schiacciato,la sua pun-ta è smussa, i suoi orli poco taglienti edalla punta ha una apertura o cruna, perricevere la legatura.
■dghi a becco-di-lepre. Dovendo que-sti rimanere per vari giorni nella gros-sezza delle parti da essi attraversate, fad uopo che siano di un metallo poco os-sidabile ; i migliori sono d’ oro o d’ar-gento, cilindrici, lunghi da i5 a 18 li-nee; hanno il diametro di mezza linea, eterminano con una punta a lancia, o sero-
Stbumenti chirurgici 327plicemente schiacciata e tagliente sugliorli, mobile e fissata nel fusto a vite osaldatavi. Servono questi aghi a riavvici-nare gli orli delle ferite, e servono d’ap-poggio ai fili coi quali fassi la cucituraattortigliata. Alcuni pratici danno lorouna lieve curvatura. La punta mobiledeve essere fissata con una vite assai dol-ce, per poterla separare dal resto dell’agodopo averlo introdotto, senza dolorosiscuotimenti.
Ago per la cataratta. Adoprasi perl’abbassamento della cataratta. AI diredi Scarpa , dev’ essere forte abbastanzaper penetrare facilmente senza curvarsiattraverso le membrane molto dense del-P occhio, ed è indispensabile che sia finoquanto occorre per agir facilmente nel-l'angusto spazio che contiene la catarat-ta. In Francia adoperasi l’ago di Scar-pa e quello di Dupuytren . Il primo fat-to d’ acciaio ben temperato, lungo 1 8 a20 linee, è curvo alla sua cima appunti-ta; questa punta è piano-convessa, hadue orli taglienti, ed una cavità formatada due piani obbliqui separati da unacostola ; un po’ rilevata verso la puntafina dello strumento; è montato sopraun manico faccettato, segnato di un pun-to di color diverso da quello del mani-co dal lato che corrisponde alla parteconvessa della punta. Nell’ago di Du-puytren , le parti della punta non sonoconcave e convesse, ma piane, riunitecon due orli taglienti che si uniscono performare una punta temperata durissima.Il volume del fusto e quello della lamasono in tal proporzione che 1’ uno riem-pie esattamente la ferita fatta dall’ altra ,per non lasciar uscire la menoma partedegli umori dell’occhio.
Ago da setone. Lamina d’acciaio, lun-ga 4 a 6 pollici, larga 5 a 6 linee, chetermina a lancetta da un capo, e tienedall’ altro un’ apertura che ne occupa