34a Strumenti chirurgicina ; j, il suo taglio; c k, la coda del-la lama, quando lo strumento è chiu-so ; c, 1 , la stessa coda quando il litoto-mo è aperto.
Fig. 33. Bilico interno; r , molla; h ,bottoncino; g, estremità che penetranonella tacca della ghiera ; m, foro per ri-cevere la copiglia.
Fig. 34- Litotomo pel taglio bilatera-le. Lo strumento chiuso aa, guaina checontiene le lame ; b, la linguella ; c, lacerniera ; d, d , viti che uniscono la cer-niera al sostegno trasversale dello stru-mento ; e, foro pel pernio a palla dellalama sinistra ; J] parte orizzontale delsostegno a squadra di questa lama; gg,code a bilico; hh, molle ; i, incastro pelsostegno verticale della lama diritta ; j,ritto d’acciaio ; k k', viti che servonod’ asse o di pernio ai sostegni a squadradelle lame ; Z, il manico.
Fig. 35. Lo strumento aperto : a a ,le lame ; b b', il loro taglio ; c, scalaquadrata sui vermi della vite del manico.
Fig. 36. aa , curvatura della guaina edelle lame ; b e c, parti verticali del so-stegno a squadra ; d d' , viti sulle qualisi muovono ; e, parte orizzontale del so-stegno o squadra della lama diritta.
Litotritore. Il dottore Civiale die-de questo nome all’apparato che egli in-ventò, per frangere la pietra nella vesci-ca. Le parti principali di questo appa-rato sono :
i.° Un cannello esterno di metallo,che si può fare d’ argento , d’ oro, diplatino, od anche d’acciaio, o d’ottone,ma che l’inventore fa d’ argento. Que-sto cannello è lungo 12 pollici e variadi diametro da 2 a 4 linee secondo lacapacità del canale dell’ uretra. Una ci-ma di esso è saldata con un cerchiellod oro, che presenta maggior resistenza;1’ altra cima è rigonGa e spaccata , alcu-ne linguette laterali, che risaltano al dis-
Stbumenti chirurgicisopra, e si serrano a foggia di castellet-to ; vi si osserva pure una specie di gi-rella che serve d’impugnatura, ed unavite di pressione; questa cima entra avite in una scatola stoppata che impedi-sce al liquido di colare mentre si opera.
2 . Un cannello interno o litolabio, chetermina all’ innanzi con tre o quattrobranche, che si slontanano per iscoprire,afferrare o estrarre la pietra, seie si spin-gono fuori dal cannello esterno, e tenerlaferma dopo presala se vi si fanno rien-trare. Queste branche sono piane ela-stiche, hanno due leggere curvature inopposte direzioni, 1’ una dolcissima perallontanarsi dall’ asse del cannello, l’altrapiccolissima alla cima per fare una speciedi denti inclinati gli uni verso gli altri.Talvolta questi denti sono anche un pòcurvi di Ganco. Nella pinzetta a tre brac-cia, che è quella più in uso, queste hannodifferente lunghezza in guisa da accaval-carsi alquanto 1’ una sull’ altra, quandochiudesi la pinzetta. Il più lungo di que-sti bracci termina con un dente 2 a 3linee più lungo, convesso e polito esatta-mente sulla sua convessità, che forma lacima smussa dell’ intero stromentoquando esso è chiuso per introdurlo nel-1’ uretra. L’ altra cima di questo cannellointerno, che è più lungo deU’esterno, efatta d' acciaio, termina anch’ essa a vi-te, con una girella per impugnatura eduna scatola stoppala pel motivo sopra in-dicato. Lo slontanamento delle braccia simisura da una scala graduata che vi è aquesta cima.
3. Nel litolabio vi ha il litotritore o tra-pano, asta d’ acciaio 6 linee più lunga, ela cui cima anteriore o testa, ora circo-lare ora quadrangolare è armata di dentinei cui intervalli possono collocarsi i den-ti delle braccia quando la pinzetta è chiu-sa. Il litotritore tiene pure dall’ altro ca-^po una scala, che indica la grossezza del