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Tomo XII.
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Strcmekti citmnnGicicalcolo nel punto in cui è preso. Que-sta cima termina a punta ed entra nellaspina d' una scatola ad embolo ; formatad’ una molla spirale, e posta alla cima su-periore della coppaia d’ un tornio, comequello degli orivolai.

4 . Alia cima del litotritore è fissatauna puleggia di due pezzi, cui si dà mo-to circolare con un archetto ed una cor-da di minugia, e che limita l’introduzio-ne di esso nel cannello.

5. Il tornio una cima del quale tieneuna specie di cannello a scanalatura perricevere il cannello esterno, e 1’ altro ter-mina con un’ asta quadrata che scorrenella coppaia e vi si fissa con una vite dipressione, posta su un fianco di que-sta coppaia, e serve a tenere e maneggia-re lo strumento mentre si opera. Invecedel tornio può usarsi un manubrio colqual mezzo la mano del chirurgo è me-glio al caso di valutare la resistenza chepresenta il calcolo ai denti del litotritore.

Fig. 3i. aa , cannello esterno ; b , gi-rella che gli serve d’impugnatura ; c, suascatola stoppata ; d , la vite di pressioneche fissa il litolabio nel cannello esterno;ee, il litolabio ; /, le sue braccia ; g, lasua girella ; h , la sua scatola stoppata ;iii, il foratoio o litotritore ; k, la sua te-sta ; l, la sua cima nella scatola ad embo-lo ; m, puleggia di due pezzi infissa sullitotritore; n, gola della puleggia, che ri-ceve la corda dell’ archetto ; o, cima deltornio che riceve il cannello esterno ; p ,asta che scorre nella coppaia e vi si fissacolla vite di pressione ; ^,r, scatola adembolo in cui è la molla spirale ; s, vitedi pressione per limitare l’effetto dellamolla.

Ottubatoeb. Si dà questo nome aqualunque strumento che lasciato in untal posto, impedisce la perdita di qualchesostanza dalle parti di una cavità, maparticolarmente quando trattasi delle pa-

SrltCMENri CHIRCHGlCI 343reti della bocca, delle fosse nasali o altracavità della faccia.

I chirurghi dentisti imagìnarono varieguise d’ otturatori massime per la fora-tura della volta palatina. Il meccanismoconveniente per fissare 1’ otturatore si èmolto variato. Quello in oggi più usato,componesi i.° d’ una piastra d’ oro o diplatino, la cui figura e larghezza dipen-dono dalla perdita che v’ ha di sostanza;talvolta è munita d’ una dentiera sul di-nanzi o un pò di fianco, se mancano identi e l’osso che gli sostiene; a.° d’ unasta a cannello lunga 4 a 6 linee, saldatasulla faccia nasale della piastra, forata nelmezzo, fessa sui lati ; 3.° di due piccolepiastre o ali sottili, ovolari, snodate acerniera sulla piastra abbasso dell’ asta,e destinate a poggiarsi sugli orli osseidella perforazione ; 4-° d’ una vite di ri-chiamo a pernio quadrato dal lato del pa-lato, sollevata di alcune linee nelle fossenasali ; i moti della vite da destra a sini-stra o viceversa, alzano o abbassano unamadre, a vermi laterali, che lascia riav-vicinare le ali fino a renderle verticali, ole obbliga a porsi orizzontali, per com-primere più o meno sui lati della foratu-ra ; 5. Una chiavetta da oriuolo serve amuover la vite. Dubois, celebre giovinedentista, sostituì a questo meccanismoalcune piccole aste laterali, un pò curve,abbastanza fine per passar agevolmentefra i denti molari, e chefissansi all’ester-no dei denti con piccole madreviti. Sivede che quest’ otturatore ha il vantag-gio di poter impedire una maggior per-dita di sostanza, non avendo esso alcunpunto d’ appoggio sulla volta palatina.

Pellicano. Pinzetta diritta o curvaonde servonsi i dentisti per levare i den-ti incisivi, canini e piccoli molari. Que-sta pinzetta è commessa in un punto in-termedio come le cesoie. La cima supe-riore forma il becco del pellicano e com-