556 Strumenti chirurgicilontanatisi quando incontrano le sue aper-ture laterali, e sul loro risalto, che sol-leva 1’ esofago, si può incidere quel ca-nale con sicurezza maggiore. ( V. Tastaa freccia.)
Strumento per operare la ranella .Dupuytren , che opera la ranella per re-cisione, imaginò vari strumenti per im-pedire che gli orli della ferita si riunisca-no : i.° una piccola asta d’argento, d’oroo di platino, cava, lunga 7 a 8 millime-tri, terminata da due piastre, del diame-tro di 2 a 3 linee, ovoidi, ad orli smus-sati, alquanto concave sulla loro facciaaderente , convesse su quella esterna.Gli orli della piaga corrispondono all’a-sta intermedia alle piastre, poste, 1’ unaall’ interno dolla cavità della ranella, l’al-tra al di fuori nella bocca. La cavità del-1’ asta doveva lasciar passare il fluido inmodo continuato, ma questo angusto ca-nale ben presto ostruivasi, e il fluidodella ranella schizzava liberamente d’in-torno all’ asta. Dupuytren rimise il can-nello e fece piena la piccola asta. Posciaper agevolare l’introduzione dello stru-mento nella piaga sostituì alle piastredue piccole sfere d’ argento di 2 linee emezza di diametro, che toccansi in unpunto e sono saldate insieme o fatte tut-te d’ un pezzo. Una di esse ha un forolaterale di circa due linee, in cui pene-tra la cima assottigliata di una piccolaspina d’acciaio, lunga circa 2 pollici,1’ altra estremità della quale è allargata epiatta per servire di manico. Questa spi-na tiene vicino alla sua cima assottigliatauna doppia curvatura ad angoli roton-dati ; questa curvatura deve corrispon-dere al risalto dell’ arco dentale inferio-re, e scema l’incomodo che esso potreb-be recare.
Tanaglie incisive. Questo strumen-to che si adopera anche in varie arti,componesi di due braccia lunghe 637
Strumenii chirurgicipollici, unite ad incrociatura , termina-te al di là della giuntura con due larghemezze» lune, poste di contro per la loroparte concava, e la cui cima tiene un or-lo libero, largo 4 linee e tagliente. Laparte delle braccia al di là della giuntu-ra è appena di un pollice e mezzo, lad-dove invece i manichi sono lunghi circa
5 pollici : somigliano ai manichi dei pel-licani. Questo strumento serve a torre lescabrosità che rimangono nella sezionedell’osso dopo l’amputazione. I chirur-ghi preferiscono un’ altra sorta di tana-glie incisive a foggia di forbici, a brac-cia incrociate, i cui tagli non s’ accaval-cano, ma si contrappongono, le cui la-me hanno un dorso di 5 a 4 linee, sonopiane e pulite da un lato, e disposte adaugnatura molto obbliqua dal lato oppo-sto al pezzo d’osso da levarsi. I tagli so-no lunghi 18 a 20 linee e le braccia 7a 8 pollici ; talvolta una molla fissata aduna di esse, e su cui preme l’altra quan-do sono avvicinate le tiene lontane. Lalunghezza delle braccia dà molta forzaallo strumento che deve essere d’acciaioben temperato. Queste due tanaglie fan-no parte del corredo per le amputazioni.
Fig. 56 . Tanaglie incisive; aa, le guan-ce ; b , il dorso delle lame ; cc, i ma-nichi .
Tanaglietta. Sorta di pinzetta concui prendesi la pietra nella vescica ; lepiù grandi sono lunghe io a 1 1 pollicie si usan di rado; le più piccole hanno
6 pollici e mezzo e si usano pei fanciullio pei piccoli calcoli. Quelle più comunisono di mezzana grandezza ; le loro ga-nasce o cucchiaie allungate, convesse elisce al di fuori, un po’ concave e resescabre all’ interno, smusse e rotondatesul dinanzi, sono 1’ una di contro all al-tra ma non si toccano ; talvolta sono unpo’ curve sugli orli, per prendere i cal-coli nel fondo della vescica. Per dare