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sono ricercatissime ; in Europa se neconsumano moltissime pei cappelli, ve-stiti da teatro, mobiglie, padiglioni, eo.11 loro dolce ondulare le rende un graziosoabbigliamento per le donne. Le pennedei maschi sono più stimate perchè, piùlarghe e meglio guernite, hanno la cimapiù folta, e i fili più fini, e si possono fa-cilmente tingere del color che si vuole.Si preferiscono quelle strappate dall’ani-male ancor vivo, e si conoscono al succosanguigno che esce dalla loro canna com-pressa fra le dita : quelle che levansi al-l’uccello morto, sono leggere, secche esoggette ad esser rose dalle tignuole.Chiamansi piumini le penne grigie delventre, e caluggine , le piccole penne,quelle di sotto e gli scarti delle grosse : ipiumini e la caluggine s’ arricciano conun coltello e si adoperano in varie guer-niture, come berretti, ec. (V. pensac-chiaio).
Golle scorze delle uova di struzzo sifanno coppe che induriscono col tempo,e somigliano all’ avorio.
I mercanti che negoziano di penne distruzzo, le dividono in prime , secondee terze; Jemmine chiare, femmine oscu-re , cime di coda , miste , che sono bruneoscure e azzurro ; gran nero , piccolo ne-ro , grigielto. Le prime penne sono lepiù belle e le più care, i loro prezzi sononelle proporzioni seguenti: Le prime ven-donsi franchi al centinaio ; le secon-de 4°; le terze 12; le femmine chiare40 ; le oscure 12 ; e le altre fino al pic-colo nero 3 franchi. Quest’ultimo ven- !desi anche a peso del pari che il grigiet-to, e quando il primo vale 8 franchi il :secondo ne vai 2. 1
Le penne naturalmente nere non sitingono mai, ma solo si dà loro un’acqua ■che ne accresce il nero e le rende più 1lucide ; le miste non si tingono ma soloinsaponansi. Le altre tingonsi a freddo 1
Stfocatore
1 di qualsivoglia colore. Le bianche fine si■ insaponano, per dar loro una maggior. candidezza.
1 II pelo o caluggine di struzzo è di due: sorta ; il fino adoperasi pei cappelli ; ilgrosso filasi e serve a far vivagni de’drap-1 pi neri più fini. (L.)
STUCCATORE, STUCCO. Lo stuc-co è una composizione che imita perfet-tamente ogni sorta di marmi, e parteci-pa di molti loro vantaggi, come i vaghicolori, la politura, la finezza, la freschezza.Dicesi stuccatore 1 ’ artefice che Io prepa-ra e Io mette in opero, professione chevenne condotta alla maggior perfezione,massime dagli operai italiani.
Non descriveremo i mezzi impiegatiun tempo per fare lo stucco con calce,marmo polverizzato, albume d’ uova edacqua od olio di lino. Tutti questi me-todi sono ben noti, ma devono dar luo-go a quello che venne loro sostituito, ilquale è molto migliore, poiché se ne fan-no pezzi di tal bellezza da imitare le piùbelle pitture.
A Parigi , ove il gesso è di eccellentequalità e resiste perfettamente alle in-temperie, lo si adopera anche nella co-struzione degli edifizii enei lavori esternidi questi, eccetto che nelle fondamenta,per cui impiegasi la solita malta di calcee sabbia. Quindi a Parigi gli stuccatorioltre agli ornamenti interni delle stanze,fanno anche gli altri lavori più grossola-ni, pel che diconsi muratori. Negli altripaesi però ove il gesso è di qualità menbuona, non impiegasi mai nei lavori ester-ni. Allora distinguesi il muratore dallostuccatore,perchè il primo fa i muri e tuttociò che è di pietre cotte o di vivo con,mal-ta, 1 ’ altro quei lavori per cui è d’ uojmvalersi del gesso. Qui non parleremo chedi quest’ ultima arte.
Il gesso che forma la base dello stuccoo finto marmo, è la calce solfata, di