Stuccatore
Ilany, volgarmente chiamata pietra dagesso. La durezza che si giunse a dar-gli, i vari colori onde impregnasi questasostanza ridotta a grande finezza, la po-litura brillante che acquista questa com-posizione quando è alla massima secchez-za, la rendono atta ad imitare al natura-le i marmi di maggior pregio.
Ma perchè la pietra da gesso acquistila durezza necessaria per soddisfare atali condizioni, interessa di conoscereesattamente il grado di calcinazione chele si dee far subire, acciò possa divenirequanto più duro è possibile. Siccomeperò ogni cava di pietra da gesso pre-senta particolari varietà, bisogna che lostuccatore faccia ripetuti saggi su quelleche sono a di lui portata, per valutarneil miglior grado di calcinazione. Faremoconoscere il risultamento delle operazio-ni degli stuccatori che lavorano a Pari-gi , e calcinano eglino stessi il gesso dellecave di Montmartre , che è quello da essiimpiegato : queste nozioni potranno ser-vire agli altri di guida.
Rompono con martelli, adattati a que-sto lavoro, le pietre da gesso in pezzidella grossezza di un uovo di piccio-ne : pongono questi pezzi in un for-no riscaldato come per la cocitura delpane, chiudendone per qualche tem-po l 1 apertura. Riapertolo, ne traggonoindi alcuni pezzi che rompono col mar-tello. Se la calcinazione è giunta fino alcentro, e che vi osservino alcuni puntibrillanti sopra un fondo bianchissimo,ne deducono che la cuocitura è perfetta,e sfornano tosto il gesso, facendo uso diuna tavola per maggiore sollecitudine.
Ma se i punti brillanti abbondano, ose i cristalli sono grossi e ben distinti,ne deducono che la calcinazione non èabbastanza avanzata, la continuano, e in-vigilano attentamente per non oltrepas-sarla.
Stuccatore 365
Quando invece non veggono verunpunto brillante, ciò è indizio che la pie-tra da gesso è troppo calcinata, e in talcaso la rifiutano perchè non atta a farelo stucco.
Quando la pietra da gesso è ben cot-ta e raffreddata del tutto la si fa in pez-zi vicino alla fornace, ponesi in piccolisacchetti, e in tale stato vendasi agli ope-rai. Questi la sminuzzano vieppiù con unlegno a pala, la passano in varii crivelliper adattarla ai diversi usi che se ne vuolfare. Come la riceve dalla fabbrica, lachiama gesso grossolano , questo è me-scolato'di varie grossezze, serve pei gran-di lavori, come i muri di pietre cotte, ole rinzaffature degli assiti.
Dopo averlo nuovamente battuto erotto vagliasi per un paniere a intrec-ciatura rada, e dicesi gesso al paniere $ed è in pezzi più minuti.
Quando è passato per uno staccio ra-do e fino, chiamasi gesso stacciato ; ser-ve ai lavori delicati, e a coprire il gessoal paniere per compiere i lavori.
Lo stuccatore copre di gesso tutto1’ interno dei muri delle stanze su cuisi vogliono tendere tappezzerie, che so-no generalmente carte stampate le qua-li mal si attaccherebbero su muri arric-ciati a calcina : inoltre questa sostanzaaltererebbe la maggior parte dei coloriche adornano le carte. Lo stuccatoreapplica prima uno strato di gesso gri-gio o dozzihale che poi ricuopre conuno strato sottile di gesso fino e bianco.
Per adoprare il gesso a questi usi,I’ operaio lo stempera con acqua sem-plice, ponendone più o meno secondo1’ uso che ne vuol fare. Lo impasta col-1’ acqua colla cazzuola, agitandolo nelvassoio. Versa prima l’acqua poscia ilgesso e lo impasta. Il gesso impastalo ri-ceve varii nomi, secondo che è unito apiù o meno d'acqua.