Band 
Tomo XII.
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568 Stoccìtore

I particolari da noi indicati, basterannoa far comprendere gli altri lavori di cuinon abbiamo parlato.

Tutti questi oggetti sono di gesso an-zicchè di stucco, nè imitano il marmo cheimperfettamente: lo stucco propriamentedetto lavorasi aneli’esso col gesso, manel modo seguente:

Passasi il gesso polverizzato per unostaccio di seta, e lo si adopera piùpresto che si può. Stemperasi questogesso con acqua di colla nelle propor-zioni che or ora diremo, le quali devon-si variare secondo la qualità della col-la, che si conoscerà cogli esperimentiche seguono.

Prendesi un* oncia di colla di Fian-dra, della più bella e bianca ; dopo aver-la rotta in minuzzoli, e lasciata per 24 ;ore in un litro d' acqua, la si disciogliescaldandola molto. Prendesi allora unpizzico di questo gesso stacciato, lo sistempera con un po’ d’ acqua di collaancor calda, facendone una pasta mol-le. Ponesi questa sopra un tovagliuoloe vi si lascia per una mezz’ ora : se al-lora non è troppo indurita, ciò indiche-rà che la colla è ben preparata, occor-rendo per lo meno tanto di tempo permescervi i colori ; se all’ opposto la pa-sta è affatto dura, la colla è troppo for-te; allora vi si rimedia aggiungendoviacqua comune e facendo bollire. Quan-do si è ottenuto il grado conveniente sipuò fissare il grado di densità con unareometro o pesa-liquori, per aver unaguida nelle operazioni seguenti.

La polvere di gesso non colorita ser-ve a fare il marmo statuario senza vena-ture ; non rimarrà più che polirlo, comevedremmo più innanzi.

Per imitar un marmo, stemperansiin vari tondi verniciati i colori che si os-servano in esso marmo, con acqua di col-la calda ; stemperasi io ognuna di qu e-

Stuccstobe

sta acque colorite, un pò* di gesso inpolvere ; se ne fanno piccole piastregrandi quasi come la mano o più o me-no grosse, secondo che i colori nel mar-mo sono più o meno abbondanti e lar-ghi. Ottiensi lo stesso effetto facendotutte le piastre di grossezza a un di-presso uguale e ponendone varie del-lo stesso colore 1’ une sulPaltre. Pren-donsi tutte queste piastrelle insieme, pog-giansi in piano e tagliansi in istriscie, poistendonsi prontamente sull’anima del la-voro che si vuol fare e vi si schiacciano.In tal guisa imitansi i bizzarri disegni divari colori dei marmi.

Lo stuccatore adopera pel finto mar-mo tutti gli stessi colori che servono perla pittura a fresco e sulle muraglie; po-tressimo darne alcuni esempi, ma espe-rimenti fatti in piccolo saranno più van-taggiosi che tutte le ricette che potessi-mo dare, e trovansi in parte nell’Enci-clopedia metodica alla classe delle Artie mestieri T. IV, pag. 4* 1 » e più anco-ra in una piccola operetta in due volu-mi in 12. 0 intitolata: Enciclopedia pra-tica , T. II, pag. 246 .

Rappresentasi sullo stucco paesaggi,foreste, vasi, fiori al naturale, e tutto ciònon già col pennello, ma con le piastri-ne colorate, onde si è parlato, poste leune vicine alle altre con un metodo simi-le a quel del musaico, producendo la gra-dazione delle tinte con un miscuglio fattodestramente di due colori contigui, allostesso modo come 1’ artista farebbe colsuo pennello. In tutti questi quadri fattidallo stuccatore, lo stucco dev’ esseregrosso almeno 4 a 5 millimetri, accioc-ché lisciando la superficie e ripulendolalevisi soltanto ciò che occorre per «co-prirne il quadro, sicché non si cangereb-be nulla quand’ anche si levassero unagrossezza di 3 a 4 millimetri.

Per polire lo stucco, cominciasi dal