Suono
comunica, mediante un asta verticale,'col disco mobile, e le mostre X ed Y in-dicano il numero dei giri ; sull’ una ve-donsi le decine, sull’ altra le unità (V.numeratore) così paragonando una notatenuta col suono unisono che dà unacorda vibrante od un tubo si può valu-tare il numero di vibrazioni prodotte inun tempo dato, che calcolasi con un cro-nometro, e in tal guisa possonsi verificarele valutazioni sopra indicate.
Quando il corpo vibrante fa solo 3 a vi-brazioni al secondo, il suono che si ode èsì grave che appena si comincia ad udirlo;lo si ode più agevolmente quando di-vengono più rapide, e il suofio cresce ;quando ne fa 8192 diviene sì acuto chenoi si può più valutare, l’onda non es-sendo allora lunga che 18 linee. Tutti isuoni percettibili sono compresi fra que-sti due limiti. Si riconobbe che un uomonon poteva produrre suoni più gravi opiù acuti di quelli che corrispondono a192 e 633 vibrazioni al secondo; chedanno onde sonore di 64 pollici e 1 gP olI '4:per la donna questi limiti sono 5^6 e1720 vibrazioni, corrispondenti a ondedi 21 pollici e un terzo e 7 pollici.Quando un suono è troppo acuto, nondislinguesi più che un fischio, il quale siode tuttora anche quando il corpo fafino ad un millione di vibrazioni al se-condo. Lo strepito delle ale. degl’ insettivolando corrisponde ad onde lunghe i 5linee.
11 corpo vibrante fa certo corse piùestese al principio del suo moto, ma diugual durata delle ultime, nella stessaguisa che un pendulo fa le sue oscilla-zioni in tempi uguali, quando sono pic-colissime qualunque sia 1’ arco descritto:solo quando le vibrazioni vanno man-cando, il suono che era prima molto fortediviene sì debole che non lo si può piùsentire : ma il tuono rimane sempre loDi*. Tecnol. T. XII.
Suono 3g5
'stesso, poiché le corse avendo la stessadurata, la lunghezza dell’ onda sonora ri-mane costante.
Questo spiega quanto si disse all’arli-colo corde vibranti. La corda tesa chesi fa vibrare agita 1’ aria e le imprime vi-brazioni isocrone o di ugual durata, laquale dipende da quella delle corse dellecorde, e quindi dalla sua lunghezza dallasua massa e dalla sua tensione.
Le grandi corse producono un suonoforte vale a dire che percuote 1’ orecchiocon più forza, ed odesi più da lontano,e il tuono rimane il medesimo finché du-rano le vibrazioni della corda, essendoqueste isocrone ; ma il suono si va affie-volendo, a grado che più noi s’ ode, seb-bene vedasi ancora la corda vibrare inpiccolissime corse.
Un altro effetto osservabile è quelloche quando produconsi vari suoni unitiun orecchio un po’ abituato li distinguetutti ; ed anzi, quando vari stromentisuonano una spartitura la qualità del suo-no particolare d’ogni strumento si sceruesenza veruna difficoltà. Un intelligenteche ascolta una suonata s:t perfettamenteconoscere gli accordi prodotti dal violino,dal violoncello, dal corno, dal flauto, dalclarinetto, dall’oboe, ec., e sa pure qualesia la nota che dà ogni strumento, iltuono in cui suona, ec. La ragione diquesto fenomeno, si è che le onde so-nore si sovrappongono nell’ aria senzamescolarsi, a un di presso come vediamoaccadere alla superficie d’un’ acqua tran-quilla, che le onde prodotte agitandolain vari punti s’incrociano e si stendonoseparatamente come se ciascuna di essefosse isolata.
Quando si produce uno strepito fuorid’ una stanza chiusa quello che trovasi inessa lo sente men forte, ma distintamentecome se fosse al di fuori. Così un suonolasciasi ben udire dall’esterno aH’interno