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Tomo XII.
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5y6 Suono

cangia il tuono, variando la massa dell'a-ria, in quella guisa che succede quandocangiasi la massa o la grossezza d' unacorda vibrante, serbandone la lunghezza.Inoltre la forma del canale interessa moltoperchè il suonatore eseguisca più facil-mente le note, od ottenga suoni diversicolla stessa posizion delle dita.

2. I fori laterali che si fanno nel tuboservono a limitare la lunghezza, e quin-di ad ottener vari tuoni.

3. Il tuono prodotto da un tubo di-pende soltanto dalla sua lunghezza e dalsuo diametro, e non già dalla materiaond' è fatto ; interessa soltanto che 1' u-midità del sodio non ne alteri la forma.Pare però che la sostanza di cui è il tubosi ponga in vibrazione, sicché essa puòalterarne la qualità.

4- Se il tubo invece d’esser cilindrico,è un cono molto allungato, le relazionidelle lunghezze proprie a dare un taltuono, sono diverse da quelle indicate ;è lo stesso come se si facesse uso di unacorda vibrante, la cui grossezza non fos-se uniforme.

5. L’imbuto con che finisce il tubod’ alcuni stromenti da fiato deve moltoinfluire sul tuono e sulla sua vivacità, elo stesso deve dirsi della piva od altraimboccatura che vi si adatta.

6. Il tuono cangiasi, se cangia la" ve-locità con cui v’ entra l’aria egli è per-ciò che i suonatori sofiiano assai legger-mente per produrre i suoni gravi ; e conforza pegli acuti ; stringono o allentanol'imboccatura ; rallentano o acceleranola velocità dell’ aria, otturando l'imbutocolla mano, finalmente impiegano ognistudio di produrre con giustezza i tuonidelle suonate che eseguiscono, col gradodi dolcezza e di forza che si conviene.

7. II calore per la sua azione sull’aria,alza il tuono di tutti gli stromenti dafiato: cosi i flauti, i corni, i fagotti, i

SUPERFICIE

clarinetti, ec. che si accordano coi violi-ni di un’ orchestra non tardano ad es-sere troppo alti. Bisogna allungarne iltubo per abbassare il tuono generale ;ma un tale cangiamento non può farsiche in limiti assai ristretti, massime peglistrumenti muniti di fori, poiché la di-stanza di questi deve dividere "ìl tubo invarie parti, con proporzioni date, le qualicangiano quando variasi la lunghezza deltubo : così allora Io strumento non dàsuoni giusti, se non per la abilità delsuonatore che dà al soffio la velocità chesi conviene ad ogni tuono, locchè inmolti casi riesce incomodo.

Nulla abbiamo a dire dei tubi a cam-mino dell’ organo, i quali sono cannechiuse furate al fondo, d’un buco cui siadatta un corto tubo di diametro minoredel resto della canna chiusa. Il tuono diquesti apparati è un mediò, fra quellodelle canne chiuse e dei tubi aperti, madi qualità diversa. Adopransi nell’ouGAtioper variarne gli effetti.

(Fr.)

SUPERFICIE. Si misurano le super-ficie riconoscendo quanti quadrati essecontengono, dei quali sia conosciuta lalunghezza del lato cheassumesi per unitàdi misura, come sarebbe un metro, unpiede, un centimetro, ec. ; questa unitàpuò anche essere arbitraria, a talento delcalcolatore, che la sceglie di grandezzaconveniente al suo oggetto. A tal modosi dice che un campo, per esempio, diterreno contiene 25 aree e 56 centiaree,e s’intende eh’ esso comprenda 25,56quadrati, del Iato di io metri.

Per valutare un’ estensione superfi-ciale, conviene prima di tutto riconoscerese i limiti di essa sono geometrici ; in talcaso le regole esposte in ogni articolorelativo a misure di superficie indicanoqual numero d’unità di lunghezze devesimultiplicare per avere la quantità dei