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Tomo XII.
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SVEGLIA

perdi» la molla fg, fissata alla cartellaverso la sua metà a , solleva la ruota B.Ora quando 1* ago n delle ore, girandogiugne sopra di quello m della sveglia, lacaviglia i risale nell’ incavo o intaccaturaonde si è parlato, e vi si nicchia. Allorala ruota R delle ore, è un po’ sollevata ela leva J"g y bilicandosi, la cima g si ab-bassa, e lascia liberamente passare il pezzod, che è legato al martello. Questo alloranon essendo più trattenuto, cede all’ im-pulso della forza motrice, e batte a doppiicolpi sopra un piccolo campanello chetiene la cassa dell’ oriuolo.

E inutile aggiungere che gli oriuolia sveglia hanno due tamburi che si cari-cano separatamente. Quando caricasi sol-tanto la molla motrice, l’oriuolo cam-mina come i soliti indicando le ore ed iminuti. Per far suonare la sveglia fad’uopo caricare la molla di essa.

Una sveglia imaginata con molto in-gegno è quella di Larresche, che si faagire con oriuolo qualunque da saccoc-cia. Un tamburo B (fig. G e 7) tiene unamolla che si carica facendo girare l’asseC che ha una testa dentellata. Sul dinanzidella piastra superiore vi è una ruota asega o stella a dodici punte D, su cui èfissato un braccio a che serve a spignereil braccio b della leva bc. Questa levapuntellasi contro la cima c della leva agomito cdf. Quando la molla è caricata,e le due leve sono così puntellate 1’ unacontro 1’ altra, la molla resta tesa ; maappena il braccio a passando fa girare laleva ic, il gomito d non è più tratte-nuto, la molla si spiega e un meccanismointerno facile a concepirsi fa battere unmartello sopra un campanàio al di sottodella piastra inferiore.

Resta da spiegarsi in qual modo ?1braccio a si riduce a spignere la leva bcad un ora stabilita.

Sul bacinetto A ponesi un oriuolo daDk. Tecnol. T. X//.

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saccoccia registrato, e lo si gira serran-dolo fra le tre braccia rnpi.p mobili in-torno alle viti con cui sono attaccate.La mostra di questo oriuolo è scoperta,e si fa entrare la chiave E in un foroche è aH’estremità della piastra superio-re. Si fa in modo che questa chiavecada esattamente nel centro della mo-stra, e che prenda col suo incavo qua-drato, 1’ asse dell’ago dei minuti. Da taledisposizione ne segue che ogni ora lachiave fa un giro con un movimento li-berissimo, senza far tardare 1’ oriuolobenché sia condotta da esso. La chiaveE ha un braccio 2 che fa passare undente della ruota a sega ogni volta cheincontra il dente dopo il suo giro in-tero vale a dire dopo scorsa un’or».

Si comprende che se si vuol far suo-nare la campana in capo a sei ore,converrà girare la stella D in modo cheil suo braccio a non giunga in b che seiore dopo. Alcuni numeri intagliati intorno a questo braccio ne additano illuogo. Puntellansi le leve bc e cd , e ca-ricasi la molla girando il bottone C. Fi-nalmente fermando l’oriuolo sul baci-netto A, e ponendo sul suo quadratola chiave E, come abbiamo indicato, sifarà passare ad ogni ora un dente dellastella, e dopo sei ore il braccio a incon-trerà le leva per disimpegnarla, comepure la soneria. Per aver riguardo aiquarti d’ ora d’intervallo, basta dare albraccio i, col mezzo della chiave E, laposizion conveniente, rispetto ai raggidella stella.

(Fr.)

* SVENÀTOIO. Specie di ceselloonde si servono gli argentieri , ottonaied altri per far le parti più morbide cioèdi grana più sottile e più minuta.

* SVENATURA . Piccola sfaldaturanel taglio delle forbici de’cimatori, laqual cosa accade più comunemente nò5 1