Band 
Tomo XIII.
Seite
46
JPEG-Download
 

46 Tessitore

I carboni animali residui delle raffine-rie di zucchero soddisfanno a tutte le con-dizioni, per la grande loro divisione e lalenta fermentazione (V. zucchero, leta-me, sangue, ec. ). (P.)

* TERZANELLA, Seta soda o setafatta di doppi.

* TERZARE, dicono gli agricoltoriJ’ arare la terza volta.

* TERZARUOLO,TERZERUOLO.La minor vela della nave.

* Terzeruolo, dicesi anche una spe-cie d’ archibugio corto.

* TERZERUOLA. Specie di misurada vino.

* TERZETTA. Sorta di piccola pi-stola. (Y. questa parola).

* TERZINO. Yase da tener liquididella capacità d’ un terzo di fiasco.

* TERZO o TERZETTO. Speciedi martello grosso.

* TERZONE. Sorta di grossa tela dainvolgervi le balle.

* TESA. Quella parte del cappelloche si tende in fuori sotto al cucuzzolo.

Tesa. La tesa francese è un antica mi-sura poco minore di due metri divisa insei piedi, che usasi frequentemente nellecostruzioni degli edilizi. Agli articoli su-perficie, volume, ec., trovansi indicati icalcoli relativi all' uso di queste misure.Ter esempio, un pittore per calcolare unlavoro, si serve d’una listerella di perga-mena graduata in pollici e linee, la piegasulle sinuosità delle modanature e misu-ra 1’ estensione del lavoro eseguito. Allostesso mudo il muratore valuta i suoilavori. (Fr.)

* Tesa. Luogo acconcio per tendervile reti.

* TESSERANDOLO. V. tessitore.

TESSITORE. Gli operai, le cui ope-razioni servono a fabbricare i tessuti, di-consi in generale tessitori qualunque siala materia onde si servono. Oltre la tes-

Tessitore

silura, il tessitore suol anche fare l’ordi-mento (V. ordimento) ; incollare l’orditoe porlo sul telaio ; fare i fusi o cannelliche devono servire per la trama e porsinella spuola.

I tessuti variano, non solo secondo lanatura della materia prima onde sonofatti, ma anche secondo il numero dellecalcole che si adoperano, il modo co-me si combinano insieme, e le formeparticolari dei disegni che visi fanno allasuperficie. Nei tessuti lisci, come le telecomuni, non vi sono che due calcole, cheil tessitore fa muovere alternativamentecol piede ; in tal guisa egli apre le filadell’ ordito in due parti uguali in tuttala sua larghezza , sollevando coll’ unatutti i fili pari, e quelli impari coll’altra.Dopo ogni spinta col piede, slancia laspuola (V. questa parola), e in tal guisapassa la trama, vale a dire, un filo dellastessa natura di quello dell’ordito, e Iofissa allato dei precedenti, lasciando ca-dere sopra di lui la cassa che tiene ilpettine.

Quando i tessuti sono larghi, come ipannilani, si accostumava porre due tes-sitori a ciascun telaio, i quali si riman-davano la spuola l’un all’altro, e che bat-tevano insieme colla cassa il ripieno o ilfilo che avevano passato. Dopo la inven-zione della spuola volante, uno solo ba-sta per qualunque sia larghezza di tessu-to. Ecco in generale come opera il tes-sitore non potendo noi entrare in mag-giori particolari che il lettore cui posso-no interessare, troverà nei due primi vo-lumi dell’Enciclopedia metodica nella di-visione delle Manifatture arti e mestieriindicati da Orlando de la Flatiere. Que-sto dotto vi descrisse con molta cura ilmodo di fabbricare ogni sorta di tessuti,con molte tavole incise all’ acqua forte.Ci limiteremo a far qui conoscere lecure da prendersi, e i falli che un tessi-