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o, il che torca lo «tesso, applicare si-multaneamente sulla stoffa bianca tuttele materie che debbono costituire uncolor cupo.
2 . Il secondo metodo consiste nell’im-merger la stoffa tinta in un bagno checontenga in dissoluzione la materia del-l’incupimento. Questo secondo metodosi eseguisce assai più facilmente del pri-mo ; ma i prodotti che se ne ottengonosono assai inferiori rispetto alla soliditàperchè non si conosce finora una mate-ria solubile suscettibile ad incupire lestoffe, la quale resista all’ aria.
L’ incupimento che usasi generalmentesi prepara facendo bollire dieci litri diacqua, 3oo grammi di campeggio, iSodi sommacco e io di noce di galla ; pas-sando il liquore per uno staccio poi ag-giungendovi quando è freddo ioo gram-mi di solfato di protossido di ferro. Que-sta composizione, tranne la gomma, somi-glia a quella dell’ inchiostro da scrivere.
Gli inconvenienti di essa sono i se-guenti :
ì. Piucchè vuoisi incupire la stoffapiù necessario è anche aumentare la tem-peratura ; perciò l’incupimento, per ef-fetto appunto della temperatura, tende adivenir rosso.
□ . L 1 incupimento applicato sullestof-fe divenendo rosso per 1’ esposizione al-1’ aria, i tuoni d’ una gamma che essoservi a incupire assumono un coloreaffatto diverso da quello che dovreb-bero conservare.
3. L’ incupimento divenuto rosso al-1’ aria rendesi finalmente d’ un fulvo gri-gio lordo.
L’ acido solforico del solfato di ferroche entra nella composizione dell’incupi-mento e quello ancora che può trovarsinel mordente della stoffa medesima, è lacagione del color rosso che manifestasisulle stoffe nelle circostanze di cuiparlia-
Tintobe
mo. In fatto se si sostituisce nell' incu-pimento 1’ acetato di ferro al solfato, enell’ alluminatura 1’ acetato di alluminaall’allume ordinario, le stoffe non hannopiù la stessa tendenza a divenir rosse ;ma fatalmente quest’ incupimento non èsolido quanto il primo.
Conchiuderemo che il tintore deve pro-curare quant’ è possibile, di preparare icolori cupi seguendo il primo metodo.
Vili. Divisione.
Delle stoffe tinte , considerando la stabi-lità dei loro colori , rispetto aìCacqua ,al calore, alla luce , alT ossigeno , al-V atmosfera^ ai lavacri, ai reagenti.
Acqua. -L’acqua alla temperatura
ordinaria privatala assolutamente di aria,messa a contatto colle stoffe tinte, nonpuò esercitare alcuna azione che sopraquelle la cui materia colorante è solubilein essa, sia in totalità, sia in parte sol-tanto come è più frequente. Perciò 1’ a-cqua non avrà azione alcuna sopra unastoffa tinta coll’indigotina disossigenata,e tenderà a disciogliere 1’ acido solfo-in-digotico applicato sopra un altro pezzodella stessa stoffa sia solo, sia coll’ inter-mezzo del perossido di stagno o dell’ allumina. Ma, in nessun caso conosciuto,alle temperature ordinarie, 1’ acqua ten-derà ad alterare la natura dei principi!che potrà disciogliere.
Calore. ■—• Il legnoso, la seta e la la-na essendo alterabili nel vuoto ad unacerta temperatura, le combinazioni colo-rate fissate su questi corpi non potrannopreservarli dalle medesime alterazioni.Vi è di più, che molte di queste combi-nazioni essendo più alterabili della stollamedesima, resisterà la stoffa, e il colorerimarrà fortemente alterato.
L’ elevazione della temperatura potràmodificare più o meno il colore di certe