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Tomo XIII.
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Tintore

lana azzurra riesce più infenso del nerodella lana azzurro-violetta, e quest’ultimoè forse inferiore a quello corrispondente,ottenutosi col solfato.

6. Sostituendo al sommacco 20 partidi noce di galla nera, ottengonsi dei ri-sultati simili all’ incirca ai precedenti ;ma il nero ottenuto coll’ acetato è piùrossastro e più brillante del nero compo-sto col solfato.

Si possono ottenere dei bei neri sullalana senza piede d’azzurro con differentimetodi ; ma questi neri non hanno giam-mai la solidità del nero col piede d’in-digotina, il che si riconosce esponendocomparativamente delle lane tinte neidue modi agli agenti atmosferici. Allor-ché i neri senza piede azzurro venneropreparali accuratamente e con buoniprocessi, resistono circa sei mesi, dopoil qual tempo cominciano a manifestareuna tinta marrone, mentre il nero col pie-de azzurro non prova alterazione alcuna.Dopo dodici a quindici mesi, la differen-za rendesi manifesta. Convien quindi chetutti i panni neri di buona tinta sienostati trattati coll’indaco ; per riconoscerlibasta farli digerire nell’ acqua inaciditacon acido solforico, il quale discioglietutto quello che non è indigotina.

Si può ottenere un nero senza piededi indigotina facendo bollire 100 partidi lana con 26 di allume e 6,25 di tar-taro ; dandole un piede di reseda, difuliggine e di robbia ; passandola in unbagno di 200 parti di campeggio, 60 disommacco, e 2,4 di noce di galla ; ri-traendola dal bagno, e aggiungendo adesso 20 parti di solfato di protossido diferro ; dando Gnalmente alla lana tre fuo-chi di due ore ciascuno.

Riferiremo alcune osservazioni da noifatte v’ariando questo processo.

1. Dando due altri fuochi alla lanain un nuovo bagno, simile al primo, la

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qualità del nero degrada piuttosto chemigliorare.

2. Sostituendo al sommacco 4 ° partidi noci di galla, il nero riesce forse piùbello.

3 . Sostituendo al solfato di ferro l'a-cetato di perossido, contenente la stessaquantità di ferro, ottiensi un nero forsepiù bello, cioè più brillante, meno rossa-stro, meno grigio.

4. Sostituendo al sommacco 4° parlidi noce di galla, e 1’ acetato di ferro alsolfato, il nero riesce un poco più bril-lante e più bello di quello preparato collagalla e col solfato di ferro senza sommac-co ; ma la differenza è leggerissima.

Aggiungeremo che la natura dei vasipuò avere qualche influenza sul nero,massime se questi vasi sono di rame o distagno, e se si opera col metodo seguente.Si dà alla lana un mordente con 22 partidi solfato di ferro, 8 di solfato di ramee 8 di tartaro per 100 parti di lana. Sitinge in un bagno preparato con 200parti di legno campeggio, 5 di galla e 1 1di solfato di ferro. Il nero ottenuto io unvase di stagno è un poco più rossa-stro di quello preparato in un vase dirame.

Finalmente la lana trattata con un al-cali assume un nero più rossastro o menoviolastro della lana lavata con la crusca,quando si opera in vase di rame.

Termineremo questa divisione facendoqualche cenno sopra gl’ incupimenli ingenerale, e specialmente su quelli che sidanno ai tini d’ una gamma di matassedi lana ed anche di seta.

Si conoscono due metodi generali diincupire le stoffe.

1. Il primo consiste nell’ applicarecon avvedutezza sopra una stoffa già co-lorita le materie necessarie per produrreun nero normale, unitamente ad una por-zione del colore che tinge la stessa stoffa.