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solforazione. Se vuoisi ottenere un bian-co perfetto, sarà bene esporle nel bagnocaldo una seconda ed anche una terzavolta, servendosi sempre di una leggeraacqua di sapone in cui ve ne siano dueonce per libbra di acqua. E' meglio ri-petere questa operazione, rivolgendo lalana per mezz’ ora ad ogni immersione,piuttostochè arrischiare di far uso di unalisciva troppo forte che deteriorerebbe lalana. Dopo averla sgorgata accuratamen-te, portansi le stoffe alle tinozze d’ im-mersione, neWacido solforoso liquido. Siavvolgono, e si svolgono le pezze finchéosservasi che la bianchezza richiesta è ot-tenuta. Allora ritraggonsi dal bagno e simettono a sgocciolare sopra de’cavallettiricoperti di un pannolino per timore cheil legno a contatto coll’ acido solforososporchi la stoffa. Lavasi poi in acquacorrente.
L’ operazione si termina con un leg-gero bagno di acqua saponacea per ren-dere la stoffa pastosa. Le operazioni finalidi seccare, stendere, e torcolare, $i fannocome il consueto.
§. 3. Descrizione dell'officina di tintura.
Un’ officina di tintura deve essere sta-bilita in un luogo assai ampio, coperta,bene illuminata, in prossimità di un aequacorrente ed abbondante. E 1 necessarioche sia ammattonata con calce, e cemen-to, e che v’abbiano dei pendìi per lo sco-lo delle acque, e dei bagni di tintura ado-perati che gettansi in gran quantità.
Questi canali che portano fuori le a-cque e i bagni di tintura devonsi dispor-re in modo che li versino lungi dal luo-go destinato al lavacro delle stoffe, affin-chè per nessun modo queste ne venganoimbrattate ; altrimenti potrebbero offu-scare i colori, e denigrare le stoffe.
Non v’ha situazione in apparenza più
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sporca di quella del tintore, e non ve n’haalcuna che richiegga maggiore mondezza.Massime quando tingesi in colori delica-ti, la menoma negligenza o sporcizia puòcagionare delle alterazioni nelle tinte edelle ineguaglianze che sarebbe quasisempre impossibile correggere.
L’ officina deve essere fornita di tuttigli strumenti indispensabili, per facilitarele operazioni della tintura. In tale sup-posizione descriveremo le principali partidi cui è composta ; rispetto agli utensiline parleremo quando si presenterà l’oc-casione.
Delle caldaie.
E' necessario avere molte caldaie didifferenti capacità a proporzione dei la-vori che occorrono nello stesso giorno.Esse sono di rame, o di ottone : secondollellot il rame è preferibile, perchè mac-chia meno la lana o la stoffa che lo tocca,o che in esso dimora qualche tempo. Iocredo invece preferibile 1’ ottone, e credoche sia meno soggetto agli inconvenientidi cui parla llellot.
Roard osservò che le caldaie di ramehanno molta influenza sul coloramentodelle stoffe. Egli preparava delle lane peralcune esperienze, e gli parve di scoprireun fatto assai interessante. Cangiando al-ternativamente i vasi e gli agenti per-venne ad assicurarsi che reagendo l’am-moniaca sul rame essa forma un precipi-tato azzuro nei bagni di allujne, mentrelo stesso precipitato è bianchissimo neivasi di terra, di porcellana o di stagno.
La lana che rimane per alcune ore inuna caldaia di rame nell’ acqua bollente,acquista una tinta grigio verdastra, ilquale effetto è aumentato dal miscuglio or-dinario di allume e di tartaro; e se in que-sto bagno saturato e bollente immergon-si le lane, almeno quelle di Francia e di