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Tomo XIII.
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Tutore

altera i colori. Se fossero in questo slatoconverrebbe lavarle a più riprese nell’a-cqua cabla.

Il solfo diminuisce ordinariamente latinta azzurrastra che si dà alle sete nel-l’imbianchimento ; in tal caso si immer-gono in un bagno con un poco di solfatod’indaco senza aggiungervi sapone. Siosserva che se 1 ’ acqua non è pura l’az-zurro riesce imperfetto ; se l’acqua è pu-rissima, 1 ’ azzurro trae un poco al rosso.Questa seta solforata acquista più facil-mente 1’ azzurro. Fattane 1’ operazioneconviene assoggettarla al solforatolo unaltra volta.

Vi sono delle stoffe, come le blonde ,fabbricate con sete crude , che conserva-no la loro crudezza naturale. Queste setesi preparano senza alcuna operazionepreliminare ; le sole preparazioni cui siassoggettano sono queste.

Si prendono le sete naturalmente piùbianche; si mettono nell’acqua, e si'espon-gono al solforatolo. Immergonsi poi inun bagno d’ azzurro, si torcono di nuo-vo e si espongono per una seconda vol-ta al solforatolo. C’insegnò la esperien-za che si riesce assai bene immergendo-le in un bagno di sapone caldo al pun-to che si possa tenervi la mano. Si li-giano sopra lo stesso bagno aggiungen-dovi dell’ azzurro se occorre. Poscia silavano in acqua corrente ; esse riacqui-stano la crudezza di prima ; si torconoe si espongono al solforatolo. Questaspecie d’imbianchimento usasi per le seteeuropee di qualità inferiore; le belle setedi Nankin non hanno bisogno di alcunapreparazione.

Indicheremo alla fine di ciascun me-todo di tintura, la maniera di operareper tingere la seta cruda in tutti i diffe-renti colori.

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§. 4 • Della preparazione del cartamo.

Abbiamo già descritto la stanza ove siprepara il cartamo ; qui dobbiamo farconoscere i metodi usati in questa pre-parazione.

Prendonsi dei succhi di tela forte, e inciascuno mettonsi circa 60 libbre di car-tamo ; ogni sacco si mette in una dellabarche grandi già descritte, le quali han-no una capacità sufficiente perchè il saccopossa esservi contenuto e maneggialo al-I’ uopo.

Quando il sacco è nella barca, si opree se ne tiene aperta la bocca con un pic-colo circolo o con una croce di legno.Allora si dà uscita all’ acqua collocata aldisopra della bocca, aprendo un rubi-netto, e la si dirige entro la bocca delsacco. Quando il cartamo è bastantemen-te bagnato, un operaio con in piedi deigrossi zoccoli di cuoio fortissimo impe-netrabili all’ acqua, monta sul sacco elo calca per trar fuori dal cartamo il colorgiallo solubile, mentre ritiene il colorrosso insolubile. L’ operaio si tiene colledue mani od una corda attaccata al soffittoche gli serve di punto d’ appoggio.

Quando 1’ acqua è assai carica di co-lor giallo, si vuota la barca per un ro-binetto posto inferiormente. Vuotata sichiude il rubinetto, ed apresi l’ingressoad una nuova quantità d’ acqua. Se l’a-cqua sovrabbonda si lascia scorrere te-nendo aperti i robinetti, e allora rendesipiù facile e pronta la manipolazione.L’ operaio calca il sacco continuamentefinché 1 ’ acqua cessi di colorirsi in giallo;sgorgatosi il cartamo totalmente, si tra-lascia il lavoro, e si prepara per la tin-tura nel modo seguente.

Si ritrae dal sacco il cartamo lavato,e si pone in una delle barche ad uso ditintura. Essa è costruita di legno bianco23

Dii. Tecnol. 7. XIII.