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Tomo XIII.
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ìja Tintorb

Num. 8. Del bagno di oriana. Quan-tunque si faccia disciogliere ordinaria-mente l’oriana nello stesso bagno di tin-tura, crediamo più utile prepararla aparte, per non avere alcun residuo nelbagno ove tingonsi le sete . Si pre-para alquanto prima,per lasciarlo depor-re e poi decantare il liquido chiaro. A taluopo prendesi un bacino di 8 a io pol-lici di profondità, e quattro a cinque didiametro, bucato su tutta la superficie dialrfbni piccolissimi fori: i tintori lo dico-no bacino ad oriana. Esso ha due ansenelle quali si introduce un bastone cheappoggia sui due lati della caldaia.

Tn una caldaia di una grandezza con-veniente si fa riscaldare dell’ acqua difiume pura che disciolga bene il sapone,inettesi l’oriana in pezzetti nel bacinobucherato, s’immerge nell’acqua, e conun bastone di legno si macina l'oriana,sistempera è si fa passare per i t buchi.Allorché tutta l’oriana è passata, mettesinello stesso bacino della potassa, esi pas-sa allo stesso modo, poscia si rimesce ilbagno con un bastone, si aumenta il fuo-co, e quando bolle si versa dell’ acquafredda per far cessare l’ebollizione ; su-bito dopo si trae fuori il fuoco dal for-nello.

Si può far fondere quanta oriana oc-corre; per ogni 16 once se ne mettono I odi potassa. Mettendone in minor quanti-tà, la tinta non sarebbe bastantementesolida, e potrebbe volgere al color dimattone.Ma siccome le potasse non sonotutte eguali, il tintore conosce la quanti-tà che deve adoperarne, dagli effetti pro-dotti sopra l’oriana : l’alcali dà all’orianaun color più aureo, elo rende più solido.

Se, malgrado la quantità dell’ alcaliprescritto, 1’ oriana trae ancora al colormattone, conviene aggiungerne ancor dinuovo, facendo bollire il bagno come di-cemmo. La dissoluzione di oriana si ver-

Tiktore

sa in un tino, come dicemmo dei bagniprecedenti, si rimesce ogni cosa con unbastone, e si lascia in quiete per tingerenel liquido chiaro.

L’oriana disciolta a tal modo si con-serva lungamente senza corrompersi ,purché si tenga preservata dalla introdu-zione di materie straniere. Perciò po-trebbesi por questo bagno tra i bagnipermanenti ; ma pensiamo che non deb-basi tener troppo a lungo preparato eperciò si mise tra i bagni accidentali.

Num. 9. Del bagno di reseda. Per lestesse ragioni consigliamo di preparare ibagni di reseda, di tutti i legni e di tuttele piante, ventiquattro ore prima di usarli.Allorché queste sostanze coloranti ven-nero esaurite del loro colore, si lascia inquiete il bagno, si decanta, si riscalda dinuovo al grado conveniente e si tinge. Atal modo si ottengono colori più belli,tinte più pure, senza pericolo di mac-chiar le stoffe come avviene tenendo nelbagno di tintura le stesse materie colo-ranti.

Dopo aver fatto conoscere nel presen-te capitolo le operazioni preliminari, perpreparare la seta all’ oggetto di tingerla,tratteremo nei capitoli seguenti dellaoperazioni di tintura.

Capitolo II.

Delle operazioni generali per la tinturadelle sete.

Le manipolazioni per la tintura dellesete differiscono essenzialmente, come ab-biamo detto, da quelle usate nella tinturadelle lane. Le sete si tingono in generalelungi dal fuoco in bagni caldi, ma non'bollenti, in vasi di particolare costruzio-|ne ; e quantunque si usino all’incirca gli^stessi mordenti, come nella tintura delle