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Tomo XIII.
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Timu it E

Subito dopo versasi nel bagno, per ognilibbra di cocciniglia, circa un’oncia didissoluzione di stagno, mordente B, dicui abbiamo parlalo nella tintura in lana.Le dosi per la seta non sono tuttavia lestesse : in una libbra di acido nitrico met-tesi un 4 oncia di acido idroclorico (muria-tico) e due oncie di stagno fino in piccoligrani. Queste proporzioni sono assoluta-mente indispensabili, perchè il mordenteB renderebbe più chiaro il colore, e po-trebbe anche distruggere totalmente ilrosso della cocciniglia.

Si mesce bene nel bagno la dissoluzio-ne di stagno in ragione di un’oncia perlibbra di cocciniglia, e si termina di em-pir la caldaia con acqua fredda ; la pro-porzione di questa aGqna è circa di 4 a5 cinque litri per ogni libbra di setafina ; può esser minore per le sete grosseoccupando esse minor volume.

Mentre si prepara il bagno da un can-to, un operaio distribuisce le sete lavalee battute sui parrucelli. Il chermisi nonè soggetto a tingersi inegualmeute, percui non occorre che le matasse sieno as-sai leggere.

Immergersi le sete nel bagno di tin-tura come dicemmo precedentemente al§. 2 e si ligiano finché sembrano tinteuniformemente, il che ottiensi in cinquea sei volte. Allora si porta il bagno al-1 ’ ebollizione, e si mantiene per due ore ;si ligiano frattanto le sete di tratto intratto. Terminata 1’ operazione, togliesiil fuoco dalla caldaia, e si sprofondano iparrucelli interamente nelbagno affinchèle matasse vi s’ immergano, e ne sienodovunque ricoperte. Abbiamo indicatoquesto metodo parlando dell’ allumina-tura. Si lasciano le sete per 5 a 6 orenel bagno ed anche di più. Si ritraggonoe si torcono bene sopra il bagno, poi silavano in acqua corrente battendole duevolle, e torcendole sulla .cavigliona ; poiDh Tecnol. T.XIII.

TltiTOIlE I

si stendono sulle pertiche e si fanno sec-care.

Il metodo qui descritto è quello citaseguono tutti i buoni tintori.

Arrestiamoci un istante sull’ effettoprodotto dalle diverse sostanze ohe en-trano in questa tintura.

r. La cocciniglia. Devesi preferir lapiù bella, la mesleca o cocciniglia fina,mondata da ogni lordura, e dai piccolicorpi stranieri che potessero esservi. Nonessendo monda la cocciniglia, convieneadoperarne in maggior quantità, per cuitrovasi nel bagno un maggiur sedimentoche può pregiudicare alla bellezza delcolore.

2 . Il cremar di tartaro. L’acido tar-trico di questo sale serve ad esaltare e in-giallire il colore della cocciniglia. Tuttigli acidi produrrebbero lo stesso effetto,ma 1 ’ esperienza apprese che questo rie-sce meglio degli altri. Il tartaro solo nonbasterebbe a produrre lo stesso effetto,in qualunque quantità si adoperasse. Po-co non basterebbe a ingiallire la coccini-glia convenientemente, e troppo degra-derebbe in parte la tinta senza produrreun bel effetto.

3. La dissoluzione di stagno. Questosale, di cui abbiamo spiegata la compo-sizione, produce sulla cocciniglia, quan-do adoprasi a tinger in lana, un effettosorprendente : esso cangia il color dellacocciniglia in un bellissimo color di fuocodi mirabile splendore; sulla seta esso nonserve che a tingerla, in chermisi. Questosale si combina perfettamente col cremordi tartaro, e ci dispensa di dare alla setaun piede di oriana come abbiamo fattoosservare.

4 . Galla. La galla è più pregiudizie-vole che utile al bel color cremisino : es-sa 1’ offusca a segno che in troppa quan-tità diviene vinoso. Noi abbiamo ottenu-to il chermisi fino senza mettervi neppur

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