Tintore
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Capitolo YJ.
Del J'ulvo e degli incupimenli.
li color fulvo, di cui ci siamolungamen-te occupali trallando della tintura in la-na, si ottiene sulla seta colle stesse so-stanze usate per la lana, servendosi dellemanipolazioni convenienti alla tintura inseta, le quali dilferiscono essenzialmenteda quelle praticate nella tintura in lana.
(5) Si può tinger la Seta in fulvo di-rettamente e con una sola operazione.La s' prepara come per tinger in giallo,poi s’ immerge in un bagno di mallo dinoce, contenuto in una barca, e messa laseta sui parrucelli , si ligia come il con-sueto, più o meno, finché siasi ottenutoil tuono domandato : lavasi in acqua cor-rente, la si batte due volte, la si fa sec-core senza alcun indugio.
(C) Allorché voglionsi dei fulvi chiari,come le vigogne, è assai meglio usare po-chissimo malo di noce nel bagno, anzichétingere dopo che il bagno siasi esaurito.Seguendo quest’ ultimo metodo le setetalvolta si incupiscono senza potervi piùrimediare ; non vi è altro rimedio chetingerle in nero o in un tuono più caricodi quello che domandavasi. In vece, pro-porzionando la quantità della materia co-lorante al tuono della tinta che si deside-ra, non si può inai incontrare pericoloalcuno.
Capitolo VII.
Del nero.
Fra tutti i colori di cui si tinge la seta,il nero è sempre quello che olire le mag-giori difficoltà. Il nero che molti non ri-guardano come un colore, considerando-lo piuttosto la riunione di tulli i colori,
Tintore
diede materia ad un infinito numero diricerche più o meno ridicole le une dellealtre. Se leggesi l'arte della tintura in se-ta di Macquer, si verrà a persuadersidella verità di questa asserzione.Una tren-tina di sostanze diverse, di cui la mag-gior parte era almeno inutile, entravanonella composizione dei bagni di uero.Al-l’oggetto di ottenere un bel nero per lariunione di tutti i Colori la cui combina-zione credevasi necessaria per giungereallu scopo, usavasi l'indaco, la galla, ilcampeggio, la lobbia e la reseda. Tuttele operazioni, per le quali si facevanopassare le sete per tingerle in nero le de-terioravano a segno che dicevansi ab-bruciate (a).
I dotti si sono molto occupati a per-fezionare questo genere di tintura, e viriuscirono. Quegli che meglio ruttenne è
(dj Siccome questo passo potrebbe assainuocere alte nostre tintorie pur troppa de-'cadute dall' antico splendore, mi arresteròalmen questa volta un istante. Sono moltianni, in un pubblico concorso ai premi d'in-dustria nazionale mi venne, da uno dei nostritinluri più abili, affidata una ricetta dellatintura in nero sulla seta da lui offerta alconcorso. La ricetta conteneva appunto in-gredienti clip sembravano disparatissimi: ca-rubbe, melassa, vitriul azzurro, vilriOl ver-de; serratola, brasiletlo .... essendo io d’opi-nione ebe le pratiche e le istituzioni stabilitedalla forza dei secoli valgano assai più dellenostre belle teorie io là rispettai, nè seppiconsigliare il tintore a mutazioni od altera-zioni incaute. Infatti, questo miscuglio mo-struoso agli occhi nostri conteneva i verielementi della composizione del nero, cioèIl rosso, il giallo e l’azzurro; eravi anco dipiù, perchè il vitriol veide portavasi in quelprocesso al grado di ossidazione di cui ichimici allora non erano per anco informati.Al contrario, il nero di Viialisqui appressodescritto, benché importantissimo e raccoman-dabile a tutti i tintori, non è assolutamenteun nero, perchè i sili ferrici non vengonoprecipitati dal tannino e dall' acido gallicoche soltanto in azzurro, cui mancano il gialloed il rosso per farlo nero. (D.)