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Tomo XIII.
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TiSTons

ligia, all* oggetto di farle acquistare latinta cbe si desidera. Indi si torce a ma-no, sopra lo stesso tino, quanto è possi-bile per non perder liquore di tintura ;si ventila tra le mani, acciocché perda ilverde e s’ inazzurri ; poi lavasi tosto indue acque tenute in due barche in vici-nanza all’ operaio. Quando è lavala, sitorce sulla punta della cavigliona, perspremerla possibilmente.

Finita l’operazione, si accoppia lama-lassa con un’ altra quasi secca acciocchéquesta asciughi quella, e si torcono insiemeal più presto possibile, per quattro volteripetute celeremente. Dopo torta questaseta tinta, la si agguaglia, cioè si distri-buisce egualmente in essa il poco di umi-dità rimasta, al quale oggetto si torce an-cora una dozzina di volte nel mezzo dellacavigliona.

Ridotte le matasse in questo stato sistendono sulle pertiche, come dicemmoal g. 4, cap. 2 , per farle prontissimamen-te seccare. Se le matasse fossero troppogrosse converrebbe scioglierle e stenderla seta, la quale manipolazione è impor-tantissima perchè importa assai che laseta si asciughi prontissimamente.

Per ottenere i diversi tuoni di azzur-ro, alcuni tintori, massime per le tintechiare, si servono dei tini esauriti ; maquesti azzurri sono ordinariamente fo-schi ed è preferibile tingere in diversitini, contenenti diverse proporzioni d’ in-daco all’ uopo. Gli azzurri sono semprepiù belli e più vivi, allorché si fanno inun bagno nuovo con piccole quantità diindaco, anziché in bagni esauriti con tin-ture precedenti.

Allorché il tino comincia a perdere ilverde, per la molla quantità di seta chevi si tinse, è necessario aggiungervi unnuovo brevetto, composto di una libbra dipotassa, due oncie di robbia, una manata

Tintore i 8 r

di crusca spoglia di farina, facendo bollireogni cosa per dieci minuti. Versato neltino questo brevetto si rimesce, e dopotre a quattro ore di quiete si cominciaa tinger di nuovo.

Il tino d’indaco, del quale abbiamodato le dimensioni, serve per un bagnoin cui può entrarvi da una libbra d’in-daco fino, ad otto libbre ed anche più.

§. a. Dell'azzurro Raymond coll'amir-ro di Prussia.

Raymond professore di chimica ap-plicata alle arti in Lione, arricchì la tin-tura, nel i 8 i i, di un metodo preziosissi-mo per tinger la seta in azurrocol prus-siato di ferro. La descrizione di questometodo trovasi in tante opere divulgata,che sarebbe superfluo il trascriverla. The-nard la accenna nel modo seguente.

(4) i> Per tinger la seta conviene, dopoaverla cotta, immergerla per un quartod’ ora alla temperatura ordinaria nell’a-cqua, contenente circa la ventesima partedel suo peso di tritossido di ferro ; lava-ta poi, immergerla per una mezz’ ora inun bagno di sapone quasi bollente, lavarlaun'altra volta, e metterla a freddo in unasoluzione debolissima di prussiato di po-tassa, acidulata coll’ acido idroclorico.Immersa in questo bagno, la seta divieneazzurra e basta, dopo un quarto d’ ora,lavarla e seccarla, nel quale stato, senzapiù puossi mettere in commercio. Inquesta operazione, la seta si combinacon una certa quantità di sale ferrugi-noso ; il sapone toglie 1’ acido a questosale ; l’acido idroclorico si combina collapotassa del prussiato di potassa, e l’ari-do prussico coll’ ossido di ferro nellaseta ».