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Tomo XIII.
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itolo mordeste, nel quale abbiamo pro-curato di esporre quanto si conosce dipiù importante. Faremo osservare sol-tanto che le sostanze distinte col nomedi mordenti producono nella tintura dueeffetti diversi, per cui non conver-rebbe questo nome a tutte egualmente.Alcune di queste sostanze servono a ren-der stabile il colore, determinando unaaffinità tra la stoffa e la materia colo-rante, nel qual caso il nomedi mordenteè loro convenientissimo; al contrario queste sostanze servono soltanto per modi-ficare le tinte, o renderle più vivaci, eallora non converrebbe chiamarle mor-denti. Tuttavia conviene non allontanarsidalP uso comune adottato nelle officine,ove chiamansi indistintamente sì le uneche la altre mordenti.

Riuniremo nell’ ultimo capitolo delpresente articolo, non solo la nomencla-tura, le conoscenze dei diversi mordentiusati nella tintura in cotone, ma indiche-remo anche i metodi di prepararli i qualisono diversi e richiedono particolari ma-nipolazioni. Abbiamo adottato quest’ or-dine, perchè la più parte di questi mor-denti sono usali per ottenere molti e di-versi colori, e, riunendoli tutti nello stes-so capitolo, ci sarà facile indicarli al let-tore in modo di non equivocare.

Alcuni di questi mordenti trovansinelle officine indicati sotto il nome dimordenti acidi, di bagni, di sali, dei qualiè importante far conoscere le ricette, ele manipolazioni. Per ciò ne tratteremonello stesso capitolo Yi aggiugneremopure la descrizione di alcune sostanzeche è indispensabile conoscere. Quest’or-dine avrà il vantaggio di non interrom-pere la lettura, mentre l’amatore troveràriunite e, in questo solo capitolo, le istru-zioni di quanto gli può essere necessa-rio alla perfetta intelligenza dell’ arte.

Ogni articolo verrà classificato per or-

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dine alfabetico, appostovi un numero perritrovarlo, quando verrà citato nei capi-toli precedenti.

§. 4 . Dei bagni di tintura.

Nell’arte del tintore in cotone si distin-guono due sorta di bagni, il bagno coloran-te , ed il bagno di tintura : è necessario nonconfonderli tra loro. Intendesi per bagnocolorante quello mediante il quale siestraggono le parti coloranti dalle so-stanze. Questi bagni formansi quasi sem-pre al fuoco, nell’ acqua bollente, conlegni, piante, radici, eccettuatane la rob-bia, la quale non fornisce bei rossi quan-do si spinge il calore alla ebollizione. Intutti questi casi, quando il colore è estrat-to, cioè quando siasi ottenuto colla ebol-lizione, o col grado di calore che gli con-viene, poiché alcuni ottengonsi a fred-do, ed altri ad una temperatura di 5o,a 4 ° gradi, si lascia raffreddare il bagnoal punto conveniente, e vi si immerge ilcotone per impregnarlo del colore di cuisi vuol tingerlo ; questo dicesi bagno ditintura.

Altri bagni coloranti si preparano afreddo, e tingesi in essi pure a freddo.In generale richiedono un calore da aoa 3o gradi ; noi indicheremo quando sa-rà necessario il grado di calore occor-rente.

§. 5. Del lavacro dopo la tintura.

Il lavacro delle stoffe dopo essere statetinte, è una delle più importanti opera-zioni del tintore. Se questo lavacro nonsi fece diligentemente, 1 ’ eccesso del co-lore, oltre quello impregnatosi nella tin-tura, rimane semplicemente aderente allasuperficie, e lorda tutti i corpi che tocca.Perciò un tintore diligente non trascuraquesta parte essenziale del suo lavoro.