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Tomo XIII.
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Tintore

abbiamo detto superiormente, per libe-rare il cotone dalla tintura superflua ; loè parimente dopo qualche operazione in-termedia, come nell’ alluminatura peresempio. Se si esamina il cotone dopoessere stato uella soluzione di allume,prima di lavarlo, vedesi tutta la super-ficie coperta di piccoli cristalli di allume,non combinatasi col filo. Importa adun-que spogliare il cotone di tutta questaparte di allume straniera alla tintura, laquale seco trarrebbe molta sostanza co-lorante, a discapito del mordente combi-natosi col cotone, per cui troverebbesiprivo di una grande quantità di tinta.

Chaptal fece a tal proposito una im-portante osservazione : quando si mescealla robbia l’allume del cotone mal lava-to, il bagno rimane rosso, ed il cotoneresta meno colorilo di quello che dovrebbeessere. Allorché i cotoni sono ben lavatie non contengono più alcuna porzionedi allume e nemmeno di galla, il bagnodi robbia rimane scolorito completamen-te dal cotone. Questa osservazione provaquanto sia indispensabile operare la la-vatura colla massima diligenza.

Se 1' operazione del lavacro si facesseno, e ne separa le matasse ad una adiin acqua, calda i cristalli di allumeuna. Egli prende due matasse, una per aderenti al cotone si discioglierebberomano, le agita fortemente nell’ acqua, e facilmente : ma si conobbe che i colorile torce ; le immerge di nuovo, le agita, riescono men belli. Perciò si è continuatoe le batte con forza a più riprese sopra a lavare nell’ acqua fredda, e a battere iluna pietra piatta e liscia posta sull’ orlo cotone, che è il solo mezzo di separarnedel lavatoio a questo uso. dalla superficie i cristalli di allume. la

Ogni volta che le batte con forza in alcune tintorie si adopera a tal uopo unquesta maniera, cangia di luogo la mano, ; battitoio di ferro.

cioè impugna la matassa in sito diverso, Parlando della tintura comincieremoper isparpagliarla e lavarla meglio che dai colori detti primitivi, che sono il ros-

ica ìintoee

Nel capitolo I de! §. a abbiamo fattoosservare che nelle tintorie di cotone de-vesi avere un lavatoio pronto ; ci resta•ad indicare il metodo di farne uso.

Sopra ogni faccia del lavatoio sonoattaccate delle caviglie di legno, alquan-to coniche, lunghe un piede e mezzo,di tre pollici di diametro inferiormente,ed un pollice e mezzo superiormente.Queste caviglie debbono essere fitte ver-ticalmente all’ altezza di circa un metro,affinchè siano a portata dell’operaio .

Quando il cotone è tinto, e occorrelavarlo, lo si getta nell’acqua, e lo stessooperaio entra nel medesimo lavaiojo; cal-ca il cotone coi piedi nudi finché siasiperfettamente imbevuto ; si lascia cosìnell’ acqua per due ore. Colla calcaturail colore superfluo si separa in parte ; sicontinua a calcarlo nell’ acqua chiarafinché esce dal bagno pressoché scolori-ta. Si lascia tuttavia macerare il cotonenell’acqua, per finir di spogliarlo affattodi tutta la materia colorante che vi po-tesse aderire.

Allorché 1’ operaio giudica che il co-tone sia bastantemente macerato, entranel lavatoio, lo porta sull’ orlo del baci-

non farebbe diversamente. Ripetuta cin-que o sei volte sul cotone questa opera-zione, immergendolo ogni volta nell’ a-cqua, lo torce sulla caviglia e lo fa sec-care.

so, il giallo e l’azzurro; vi aggiugneremoil fulvo ed il nero che riguardarci puredai tintori come primitivi. Rimandiamoalla tavola alfabetica dei colori, e delleloro gradazioni, ove parlasi dei melodi

Questa operazione è necessaria, come .necessari per ottenere i colori composti-