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Tomo XIII.
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adoperando la sola galla: si ha 11 vantag-gio che non si rischia di incupire la tinta.

§• 5 . Del giallo, buona tinta, collaruggine.

(8). I chimici si sono molto occupati diquesta specie di tintura. Chaptal diedeun metodo pubblicato negli annali di chi-mica, Tom. XXVI. Si ottiene questogiallo, egli dice, passando alternativa-mente il cotone da una dissoluzione disolfato di ferro a tre gradi in una disso-lazione di lisciva di potassa a due gradi,solla quale siasi versata una soluzione diallume fino alla saturazione. Si lascia ilcotone per 4 a 5 ore nel bagno ; si ri-trae, si spreme, lavasi e si fa seccare.

Vitalis diede un altro metodo, che èil seguente.

(9). Il cotone imbevuto di acqua cal-da, si passa a freddo in un bagno di solfatodi ferro a tre gradi, recentemente prepa-rato e limpido. Alcuni minuti bastano perben impregnarne il cotone. Si spreme esi torce a mano, poi si immerge in unbagno freddo di lisciva di potassa a tregradi. Il cotone assume in questo hagnouu color verde lordo, che all’ aria divienpiù o meno prontamente color di ruggine.

La due operazioni precedenti basta-no per le tinte chiare ; ma volendo delletinte più forti, conviene ripetere alterna-tivamente i bagni di vetriolo e di potas-sa, e l 1 esposizione all 1 aria, dalla qualedipende l 1 apparizione del giallo. Dopo1’ ultimo bagno si torce il eotone si lavae si asciuga. Se il cotone deve restare diquesto colore, lo si lava per due o treminuti con un leggero bagno di sapone.Ma se il color di ruggine deve servir dipiede ad un altro colore, per esempioall 1 azzurro col prussiato di potassa, nonusasi più il sapone.

Per ottenere tulli i tuoni di giallo ba-

Tintoke

sta usare dei bagni più o meno forti, eripeterli più o meno. La tinta dipendeanche del grado di ossidazione del me-tallo, per cui il protosolfato darà delletinte più chiare del deuto-solfato e del tritosolfato. Per le tinte più chiare adoprasiun bagno alcalino debole. Si può supplireal bagno di potassa con un bagno di a-cqna di calce.

E' facile render ragione di questa spe-cie di tinta. Il solfato di ferro, di cui siimpregna il cotone, viene decomposto dal-la potassa odali 1 acqua di calce. Questi al-cali si impadroniscono dell 1 acido solfo-rico, e I’ ossido di ferro rimane depostosul cotone che ha molta affinità peresso.

(io). Fra tutte le tinte in giallo ed inruggine , il Nankin è la tinta più in vo-ga, e probabilmente lo sarà malgrado icapricci della moda.

« Io pervenni, dice Vitalis, a ottenerequesto colore in modo semplice e sicuro,conservandogli perfettamente il tuonodel vero Nankin delle Indie, senza ado-prar la ruggine di ferro.

« Io comincio dall 1 imbianchire il co-tone per metà, poi lo fo bollire permezz 1 ora in un bagno preparato collacorteccia di quercia macinata, nella pro-porzione di 8 a io once per libbra dimateria; si chiude in un sacco la quercia.

11 II cotone assume in questo bagnocon color fulvo intensissimo. Si lasciaraffreddare, poi si lava bene e si avvivacon un leggero bagno di sapone tepido.

11 Per dare al colore nankin f ombrarossastra di quello delle Indie, aggiungoal bagno di quercia un centesimo di rob-inia, del peso del cotone u.

Si veda per tutti gli altri tuoni giallila tavola alfabetica dei colori.