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Tomo XIII.
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Tintore

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Secondo metodo.

Si dò al cotone un piede più o menoforte di giallo di ruggine, come dicemmonel Capitolo IV, §. 5, poi si passa alter-nativamente, due o tre volte, in una so-luzione di vitriol di ferro a tre o quattrogradi, e in una lisciva di potassa a duegradi. Si ritrae, si spreme, si fa seccare esi lava. D' altra parte si stempera delprussiato di potassa nell' acqua calda, inquantità d’ un decimo del peso del coto-ne ; si aggiunge al bagno uncentosessan-tesimo di acido solforico concentrato, simesce bene, si passa in questo bagno ilcotone col piede diruggine, aggiungendonuovo prussiato di potassa, e nuovo aci-do quanto abbisogna per l’intensità delcolore che si ricerca. Si ventila per unora. Si lava e si fa seccare.

E' evidente che in questa composizio-ne formasi un prussiato di ferro che siprecipita sul cotone e Io colorisce elegan-temente.

II cotone con questo metodo acquistatinte sì belle e sì risplendenti, che i piùbei colori di tino non reggono al loroconfronto. Sgraziatamente la solidità delcolore non corrisponde alla sua bellezza;gli alcali lo cancellano completamentesenza lasciarne alcun vestigio. Impor-terebbe che qualche dotto chimico inve-stigasse i mezzi di render solide questetinte.

Capitolo VI.

Dei colorì fulvi.

Il fulvo, colore tanto stimato sulle laneed anche sulla seta, non usasi sul cotone.Si estrae dal mallo di noce, dalla noce digalla, dalla radice del noce, dalla cor-teccia di ontano, e da moltissime altre

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sostanze; non usasi che a incupire le tintedel cotone.

Il fulvo serve a modificare i colori, afar le tinte più o meno cupe secondo lacircostanze. Devesi per altro usar que-sto metodo con precauzione. La manierapiù facile e più sicura è quella di farneun bagno, eligiare in esso le matasse fin-che hanno acquistato il cupo voluto. Ag-giungendo al bagno di tintura la materiache serve a render cupa la tinta, non sisarebbe più in caso di ottener il gradodi incupimento che si desidera.

Le materie astringenti usate in tal casoservono soltanto a modificare la tinta,mentre non si riuscirebbe altrimenti checon molta difficoltà, e a discapito delladurata di essa.

Basteranno queste semplici osserva-zioni rispetto ai colori fulvi. Parlandodella tintura in seta si troverà quanto ènecessario a sapersi in tale argomento. Ibagni si formano allo stesso modo e lemanipolazioni sono le stesse.

Tratteremo nel Capitolo seguente delnero che è f ultimo dei colori semplicisu cui abbiamo promesso parlare.

Capitolo VII.

Del nero , gran tinta.

Il bel nero sul cotone è una dei coloripiù difficili a ottenersi in modo che siasolido ; per questo colore v 1 ha un gran-dissimo numero di ricette che non si fini-rebbe mai più se si volessero trascrivere.Offriremo alcuni metodi particolari nellaTavola alfabetica dei colori per metteresotto gli occhi del lettore quanto gli puòesser utile a tal proposito, nonché perfargli conoscere la somma disparità traquesti e l’eccellente metodo che ora tra-scriveremo, del quale 1’ arte tintoria èdebitrice al dotto Vitalis.