Tintore !
melile di nitrato di ferro ; si secca all’ombra, si sciacqua, si torce, si stirasulla tavola ec. 11 solfato di ferro io talcaso riesce meglio del nitrato.
Il tornasole non dà alla pelle che uncolor fugace e fosco.
Le pelli si possono generalmente tin-gere di tutti i colori composti come sa-rebbero i violetti, i lilla, ec. Si tingonoprima in azzurro coll’ indaco, poi si ba-gnano colla decozione di cocciniglia.
In verde si tingono prima gialle collospincervino, colla reseda, coi semi d’Avi-gnone, poi bagnandole coll’ indaco. Que-ste tinte possono variare all’ infinito, co-me è evidente.
Vi sono anche delle tinte che otlen-gonsi con altre sostanze tintorie, come illegno del brasile , il legno giallo, il cam-peggio, la curcuma, ec., che producono,quando le pelli siano convenientementealluminate o preparate con altri morden-ti, moltissime tinte più o meno durevoli.
L’ arte si ristringe a ottenere i coloriperfettamente uniformi, al che occorronoparticolari precauzioni e metodi mec-‘«anici. Le pelli si tingono con estremafacilità e prontezza ; perciò appunto èdifficilissimo ottenere un’ eguaglianza ditinta. L’attenzione principale dell’ope-raio deve esser quella di mantenere ilsuo bagno colorante allo stesso grado diforza dal principio al fine. In generale,si tingono le pelli a bassissima tempera-tura, perchè altrimenti si incresperebbe-ro, e adopransi a tingerle la spugna, ilsetolino od il fiocco. Tutto sta nel ri-partire uniformemente il colore sulla su-perficie della pelle. Convien fare in guisache dove finisce il setolino il colore nonsia più debole che nel mezzo ; poichéla pelle seccandosi più o meno ed essendogià combinata colla materia tintoria, al-
! Tintori!
jlorcbè il setolino ritornerà nello stessoluogo, l’effetto non sarà più il medesimo.Quelli che acquerellano piante e disegnidi architettura possono facilmente com-prendere la difficoltà dell’ operazione.Nell’acquerello, il più difficile si è l’impa-sto dei tratti successivi del pennello. Trat-tasi all’ incirca della cosa stessa. A que-st’ uniformità di tinta contribuisce ancheassai il calcare le pelli prima di tingerle,col qual mezzo si comprimono, le fibre siaprono, e si eguaglia il tessuto retico-lare. Giova inoltre che la pelle sia benstirata ed egualmente tesa quando si tin-ge. Per la qual cosa meglio sarebbe av-volger la pelle sopra un cilindro che gi-rando facesse spiegar la pelle a propor-zione che si tigne.
Invece dell’ allume o del sale di sla-igno si possono usare altri mordenti collaspugna o col setolino, col quale si otten-gono nuove varietà di tinte. Per esem-pio, adoperando un sale di ferro comemordente e tingendo poscia col giallo direseda o di quercia gialla si ottiene unbel colore detto Lavalìere o solitario.
Il legno d’India ripetuto sulla pellealluminata fornisce un bel color pulce.
Sarebbe inutile e fastidioso dar unalista completa di tutti i colori di cui sipossono impregnare le pelli. Basti sapereche in generale sono facilissime a tin-gersi. Per la specialità dei colori e delletinte si possono consultare gli articoli
STAMPA DELLE TELE, DELLE STOFFE DI LAN»E DI SETA ; TINTURA DEL CORNO E DF.Ll’ A-VORIO, DEI LEGNI, ec,
Devesi aver presente che qualunquesia il metodo di tinger le pelli, non si ot-tengono belle tinte che coll’ operazionesusseguente di conciarle colla galla.
(pei.ouze.)