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Tomo XIII.
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Tipografi*

Tipografia

PARTE VII.

TINTURA IN PEZZA.

Anticamente distinguevansi in Fran-cia i tintori in colori falsi dai tintori inbuona tinta. Prima della rivoluzione vi-gevano i regolamenti di Colbert gran mi-nistro, che rendendo segnalati servigi al-l'industria s' ingannò in alcuni punti.Per assicurare il pubblico che le tintureavessero le richieste qualità, egli separò

* TINTORIA. L" officina o l’ arte deitintori.

* Tintori* d'arte maggiore. La tin-tura de’ panni fatta con ingredienti dicaro prezzo e di colori più vivaci.

* Tintoria di pezza. Quella che si facon ingredienti inferiori di prezzo e dibellezza.

* TINTURA. Lo stesso che tinta.

* Tintura. Operazione del tignere undiamante, e dicesi anche tirila.

* TIORBA. Strumento musicale simile al liuto d’invenzione non moltoantica.

TIPOGRAFIA. La tipografia oVartetipografica , abbraccia tutte le parti chesi riferiscono alla stampa dei libri. Essacostituisce l'arte dello stampatore. La ti-pografia ha principalmente per oggetto1’ intaglio dei punzoni , la fusione deicaratteri, e la loro unione per fare le ta-vole colle quali si stampa. L’ arte tipo-grafica consiste nel comporre con ca-ìatteri mobili qualsiasi scritto e moltipli-carne gli esemplari quanto si vuole collastampa.

Nel corso di questo Dizionario, abbia-mo trattato separatamente e secondo l’or-dine alfabetico delle operazioni e dei piùimportanti strumenti di quest’ arte ; a

i tintori in colori falsi dagli altri, prescri-vendo le sostanze da adoperarsi nellediverse tinture. Così facendo egli opposenuovi ostacoli al perfezionamento dell’ar-te, che migliorò assai dopo che venneroabolite le corporazioni. I fabbricatori incolori falsi furono per disprezzo detti infrancese Biseurs. (V. tintoria).

(L.)

compiere quanto concerne l’arte tipogra-fica ci resterà solo a dar alcune brevinozioni sulla sua origine ed i suoi avan-zamenti.

La origine d’un’arte sì utile e di cuivorressimo dare una storia esatta, è co-perta di un denso velo. Tre città, Ilar-lem, Strasburgo e Magonza , si contra-strano a gara l’onore di aver veduto na-scere l’arte tipografica.

Interroghiamo a tal proposito la storia.

» Ilarlem, fonda le sue pretensionisull’appoggio dei fatti seguenti: Giovan-ni Lorenzo Coster passeggiando un gior-no in un bosco vicino ad Ilarlem, staccòpezzi di corteccia di faggio, e ne fece cosìper giuoco alcune lettere ; egli le stam-pava separatamente 1’ una dopo 1’ altrasopra la carta e ne faceva alcune righescritte a rovescio per servir di esempla-re nelle lezioni ai suoi nipoti. Preparòinsieme con suo genero Tommaso-Pie-tro un inchiostro più tenace e glutinosodi quello comune ; poscia fece alcuneprove dei caratteri che aveva uniti ; esiccome stampavasi da un lato solo dellacarta, si incollavano insieme due fogliper celare il bianco che era fra le paginestampate. Poscia Lorenzo cangiò i suoitipi di faggio in altri di piombo e poscia