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alla pressione che abbiamo bulicato de- ive superare 1’ attrito dello stantuffo e il 'peso delle valvole, forza che suol valu- <tarsi ad un quinto od anche un quarto Idi quella totale impiegata. i
L’ effetto prodotto ad ogni corsa di 1stantuffo riducesi, come ognun vede, ad 1innalzare all’ altezza dello scaricatoio uncilindro d’acqua di un volume uguale aquello che scaccia lo stantuffo nella suacorsa. Quando si conoscano le dimen-sioni della tromba e la forza che la muo-ve, è facilissimo calcolare quante corse distantuffo, e quante ore occorrano perriempire un serbatoio d’ una data ca-pacità.
II. Tromba aspirante.
XY (fig. 3) è il livello dell’acqua che sivuol innalzare : il tubo AC che vi è immer-so è il tubo aspirante LRSLèil corpo ditromba, in cui scorre lo stantuffo B mu-nito d’una valvula. La valvola dormien-te è più abbasso in A. Il tubo ascenden-te èRRN. Ecco il modo d’agire di que-sto meccanismo.
Quando innalzasi Io stantuffo B perla sua asta E, 1’ aria contenuta nellospazio RLL'K dilatasi e la valvula A sisolleva, poiché 1’ aria che è al di sottoè più densa e la comprime con maggiorforza ; la colonna d’aria CB giugne allostesso grado di dilatazione, che non fapiù equilibrio alla pressione esterna ;quindi l’acqua del serbatoio XV salenel tubo aspirante fino a che la colonnasospesa, più 1’ elasticità dell’ aria inter-na dilatata, equivalgono alla pressioneatmosferica. Questa pressione varia se-condo i luoghi ed i momenti, ma puòcalcolarsi, prendendo un termine medio,di j 6 centimetri di mercurio nel tubobarometrico . Moltiplicando 0,76 per13,598, densità del mercurio (essendo 1
Thomba
quella dell’acqua) trovasi io,"'44 032 piedi (V. peso specifico), vale a direche se il tubo BG fosse del tutto vuotol’acqua vi salirebbe a tale altezza. Pari-menti potrebbesi calcolare la pressionecorrispondente dell’ aria esterna per unacolonna diversa da o,'"j6.
Quando lo stantuffo è giunto in altodella sua corsa RS, 1’ acqua è dunqueinnalzata ad una certa altezza D nel tu-bo aspirante : allora la valvula A si rin-chiude pel proprio peso e per quellodella colonna d’ acqua che la carica .Abbassasi lo stantuffo in R'L'; l’ariadilatata condensasi sempre più a manoa mano che ei scende, fino a che siachiusa nello spazio RR'.LL' ; ma quan-do la sua densità è cresciuta a grado disuperar quella dell’ aria esterna, la val-vnla B dello stantuffo, essendo più com-pressa di sotto che al di sopra, si alzaper lasciar uscire parte dell’ aria. Quin-di 1’ aria che contiene lo spazio Rii Inla stessa densità che quella esterna. Al-lorché sollevasi di bel nuovo lo stantuf-fo, quest’aria si dilata, e quando è dive-nuta più rarefatta di quella che è io ADal di sotto della valvula dormiente, que-sta s’ innalza, 1’ aria si rarefa ancor piùe l’acqua nel tubo aspirante ascende piuin alto.
Si vede che ripetendo 1’ azione dellostantuffo, 1’ acqua innalzandosi semprepiù passala valvula dormiente A, e quel-la B dello stantuffo, solleva quest’ultimnva al dissopra del pistone e sale nel tu-bo ascendente. La forza necessaria permuoverla e il prodotto della tromba sicalcolano esattamente alla stessa guisache per la tromba premente, locchè fa-cilmente si riconosce ragionando come, nel caso precedente. Quindi questo cal-1 colo è facilissimo fino a che l’acqua è al- di sotto dello stantuffo, e sostenuta dal-l’aspirazione ; ed oltre all’attrito, la fui